EMILIA ROMAGNA. BONELLI, VERDI: SI FERMI CONDONO EDILIZIO, GRAVE RISCHIO IMITAZIONE DA ALTRE REGIONI

“Il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna sta per approvare, tra le norme della legge sulla rigenerazione urbana, l’art.32 e 33 che prevedono il silenzio assenso per il rilascio della sanatoria edilizia e un nuovo condono edilizio, oltre a una colata di cemento, sulla costa dell’Emilia Romagna:è la fotocopia del tentativo di condono inserito a giugno 2020 nel DL Semplificazioni del Governo, ritirato a seguito della mobilitazione dei Verdi e del mondo ambientalista e dell’intervento del vicesegretario del PD Orlando che ne chiese lo stralcio”.

Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge.

“In particolare, – prosegue l’esponente dei Verdi – il comma 5 dell’art. 33 autorizza un condono attraverso il meccanismo di sanatoria di un abuso se, al momento della valutazione della domanda, lo strumento urbanistico è coerente con la presenza dell’immobile: in buona sostanza, sono sufficienti delle varianti urbanistiche per sanare abusi sulle coste. Cosa ancor più incredibile è che nel comma 2 lettera b, è previsto un premio di incentivi volumetrici anche per chi ha realizzato abusi nel caso di demolizione e ricostruzione”.

“Si tratta della stessa norma che, nel 2016, portò la Regione Sicilia ad approvare, su proposta di Crocetta, un condono edilizio poi dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza n.232 del 2017, secondo cui queste disposizioni finiscono con il configurare un surrettizio condono edilizio. La Consulta nella sentenza ha ricordato che la giurisprudenza richiede la doppia conformità delle opere, escludendo la possibilità di una legittimazione postuma come prevede invece l’art.35 della legge regionale E.R. Per queste ragioni, – conclude Bonelli, – presenteremo un ricorso al Governo affinché la legge regionale appena approvata sia impugnata ai sensi dell’art.117 della Costituzione, così come i Verdi fecero anche con la legge della Regione Campania poi bocciata dalla Consulta. La norma dell’Emilia Romagna va fermata perché rischia di produrre un effetto imitazione condono in altre regioni con conseguenze devastanti per il territorio”.

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