CONFARTIGIANATO: CRITICA LA SITUAZIONE IN “AREA ARANCIONE” DOVE SI CONCENTRA LA PIU’ ALTA PERCENTUALE DI IMPRESE ARTIGIANE

La situazione di emergenza sanitaria e le conseguenze sull’attività produttiva in particolare per le piccole e medie imprese che si registrano nell’’area arancione’ preoccupano Confartigianato che ha realizzato un report.

L’ “area arancione” è caratterizzata da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto, comprende otto regioni – Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria – e pesa il 31,8% dei residenti italiani e per il 27,8% del PIL.

L’area si conferma con la più elevata incidenza delle imprese artigiane, che superano un quarto (25,4%) del totale delle imprese (23,7% la media nazionale). In relazione alla variabili energetiche, nell’area è più accentuata la produzione da eolico (57,2%) e di solare (45,2%) e si concentra la metà  (50,5%) dell’export di energia.

Nell’area arancione risiede il 24,2% degli attuali positivi e sia il tasso di occupazione dei posti di terapia intensiva che quello di occupazione dei posti di area medica sono circa quattro punti al di sotto della media nazionale.

Rosa Gentile, presidente Confartigianato Matera, nel commentare i dati del report riassume la posizione della confederazione degli artigiani.

“Come rileva il segretario generale Fumagalli, i numerosi provvedimenti d’urgenza per consentire alle imprese di affrontare gli effetti della pandemia – afferma  – vanno integrati con una norma che superi il criterio dei codici Ateco, per riconoscere ristori a tutte le imprese che hanno subito cali di fatturato significativi con riferimento temporale al semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile”.

Tra gli interventi per rilanciare imprese e occupazione in una chiave di transizione green, Confartigianato sollecita la proroga triennale degli incentivi di riqualificazione energetica e recupero del patrimonio edilizio, con il prolungamento al 31 dicembre 2023 del superbonus 110%.

Sul fronte delle misure per il lavoro, si chiede di concentrare gli investimenti sulla crescita delle competenze e del sistema di formazione professionale, incentivando il ricorso all’apprendistato, sia quello duale che quello professionalizzante, ed eliminando oneri burocratici e costi per le imprese. Per ridare slancio all’occupazione, sollecita l’eliminazione dei vincoli e delle limitazioni agli strumenti di buona flessibilità, con particolare riferimento ai contratti a termine per i quali chiede di togliere definitivamente l’obbligo di indicare la causale e il contributo addizionale previsto in occasione di ciascun rinnovo.

Il Segretario Generale di Confartigianato Fumagalli ha aggiunto: “Le imprese vanno accompagnate nella ripresa della normalità economica con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti. In particolare, la riforma dell’Irpef dovrà assicurare pari trattamento a tutti i redditi da lavoro indipendentemente dalla loro categoria reddituale. E’ anche ora di abrogare adempimenti divenuti ridondanti e che sottraggono liquidità alle imprese: basta split payment, basta reverse charge, e la riduzione dall’8% al 2% della ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta”.

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