NO ALLA CHIUSURA DELLE PALESTRE VIRTUOSE

 Il governo, sempre più impantanato sulla gestione della pandemia adotta una sola politica, quella delle restrizioni e dello scarica barile su regioni e comuni  per paura di decidere e tenendo cittadini e imprese in bilico senza alcuna certezza temporale nonché in un mare di paure e difficoltà. È impensabile dare un aut aut alle palestre che, non solo hanno dovuto subire una chiusura prolungata e dovuto affrontare un ingente carico di spese per adeguarsi alle norme di sicurezza, si trovano ora a dover pagare per una cattiva gestione da parte del governo o di poche imprese meno ligie all’applicazione dei protocolli di sicurezza. Urgono maggiori controlli e chiusure mirate senza penalizzare interamente un settore che sta compiendo sforzi disumani per offrire una continuità di servizio a 20 milioni di italiani. Il governo faccia la sua parte e, attraverso responsabili della sicurezza, valuti senza dare un taglio netto ad un settore che rischia seriamente di soccombere. Come sul MES, si dimostra di non avere una linea chiara, con la conseguenza ormai nota, dove a pagare si ritrovano solo i cittadini, da tempo esasperati e in ginocchio, non possono più permettersi di aspettare. Il tempo è ormai scaduto da tempo.

Nicola Padula

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