PIAZZA S.ANTONIO ABATE CON I SUOI PICCIONI RICORDA SIMBOLICAMENTE PIAZZA S.MARCO

PISTICCI. I piccioni di piazza S.Antonio Abate. ( La nostra foto li ritrae nei pressi della chiesetta dedicata al Santo). La cosa, nel piccolo ci ricorda quelli di una famosa piazza, la San Marco di Venezia. Ovviamente l’accostamento è solo simbolico ed abbastanza lontano dal contesto a cui facciamo riferimento, magari contrastando non poco, con la importanza delle due piazze, distante soprattutto nella geografia e nella storia. La cosa invece, vuole semplicemente evidenziare che questi volatili, sempre amati dalla gente, da un po’ di tempo sono nostri ospiti, soprattutto in quello spiazzo in cui esiste una fontana monumentale, dove appunto, vanno spesso  ad abbeverarsi per poi posizionarsi nei diversi angoli dell’ area, ma soprattutto sui tetti di case che la  fronteggiano, come la chiesetta dedicata all’omonimo Santo venerato il 17 gennaio, oppure l’edicola Silletti o il bar Castronuovo. A seconda delle giornate, se ne notano pochi e a volte se ne contano tanti, soprattutto quando quegli esercenti che da fuori vengono a commercializzare frutta e verdura,  ad una certa ora, per il ritorno alle proprie sedi, abbandonano l’area, in cui rimane spesso l’involontario residuo di qualcosa di commestibile che attira l’attenzione e fa comodo ai piccoli colombi. Originale, simpatico spettacolo, spesso ammirato anche da turisti di passaggio, che il più delle volte lo immortalano con cineprese e cellulari, a  testimonianza di un gradimento spontaneo e occasionale di episodi che non sempre si possono ammirare in altre piazze. L’estate che ci ha lasciato, ce ne ha regalati tanti di questi episodi, protagonisti, appunto questi simpatici volatili, sempre accolti e ammirati con simpatia e affetto della nostra gente. Una piazza, la Sant’Antuono, fino a qualche lustro fa, punto di riferimento importante della nostra città e che ora ritorna a vivere grazie alla presenza di coraggiosi esercenti fissi e occasionali, e perché no, anche di stormi di piccioni che proprio qui, hanno scelto una specie di habitat per continuare a vivere,  ma anche – aggiungiamo noi – per animare e vivacizzare uno storico ambiente al centro della nostra città. Che deve continuare a vivere. MICHELE SELVAGGI

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