Recovery Fund e Piano per l’Italia: ultima chiamata per il Sud. Le proposte di Confindustria Basilicata al ministro Patuanelli

“Il SUD è all’ultima chiamata per l’appuntamento con il riscatto. Le ingenti risorse Ue disponibili per i prossimi anni, a partire dal Recovery Fund, rappresentano l’irripetibile opportunità per fare quello che finora non è riuscito: recuperare il gap di sviluppo del Mezzogiorno rispetto al Nord, precondizione necessaria per avvicinare l’Italia al resto d’Europa. Gli sgravi fiscali sul costo del lavoro di cui, a partire da ieri, possono  usufruire le nostre imprese, rappresentano una importante boccata d’ossigeno. Ma è indispensabile avviare una stagione di riforme strutturali che determinino un complessivo rilancio produttivo. Il Sud deve diventare meta sempre più attrattiva di nuovi investimenti e, in questo, la Basilicata potrà giocare un ruolo da protagonista. Ma perché ciò accada è necessario che il Governo ci accompagni, intervenendo in maniera coraggiosa e risolutiva sui fattori che da sempre rallentano la corsa”.

E’ il messaggio che il presidente, Francesco Somma ha rivolto al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che in mattinata ha incontrato il Consiglio Generale di Confindustria Basilicata, nel corso delle visite istituzionali agli stabilimenti delle aziende associate, Egoitaliano, Calia Italia e Nicoletti Home.

A qualche giorno dall’intervento del titolare del Mise nell’Assemblea di Confindustria, il presidente Somma ha rilanciato la positiva convergenza emersa rispetto alla proposta del presidente Carlo Bonomi per la definizione di un Patto per l’Italia, ispirato a visione di lungo respiro e condivisione di obiettivi e strumenti.

 Una unità di intenti che Confindustria Basilicata ha fatto propria e a cui ha dato seguito con le proposte contenute nel documento che il presidente Somma, nell’occasione, ha consegnato al ministro: infrastrutture, Zes Jonica, sburocratizzazione, questione energetica e transizione green, innovazione, digitalizzazione e automotive ne sono i capisaldi.

 “Prima, inderogabile urgenza – ha spiegato Somma – un significativo intervento infrastrutturale finalizzato a ridurre il gap tuttora esistente, assegnando priorità assoluta alle opere, sia stradali che ferroviarie, da troppo tempo in attesa di avanzamenti. Rispetto alla Zona economica speciale Jonica, è necessario procedere all’attesa nomina del commissario straordinario di Governo, fondamentale per la sua piena operatività a benefico delle realtà produttive. La transizione digitale, driver strategico sia nazionale che comunitario, rappresenta l’orizzonte verso il quale dobbiamo traghettare il nostro sistema produttivo regionale  per guadagnare capacità competitiva. Su questo terreno, proprio la Città di Matera, grazie alla sperimentazione del 5G e alla Casa delle Tecnologie Emergenti, registra significativi passi in avanti. Ma questo processo andrà supportato con condizioni adeguate per generare ricadute concrete sul territorio, richiamando nuovi investimenti di aziende ad alto contenuto tecnologico”.

La centralità della Basilicata all’interno di un complessivo rilancio del Mezzogiorno è poi validata dalla portata che rivestono i due pilastri portanti dell’economia lucana – energia e automotive – nelle strategie per il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo della transizione energetica fissato dall’Ue.

 “Su questi due terreni – ha continuato il presidente degli industriali lucani – la Basilicata ha una sua specificità che richiede una particolare attenzione da parte del Governo. Il nuovo corso green targato FCA partito proprio da Melfi va sostenuto con nuovi e impegni e investimenti sul versante della ricerca e dell’innovazione. La nostra regione detiene poi un assolto primato in tema di produzione energetica da fonti rinnovabili, il che pone le basi per abbracciare la sfida del Piano nazionale dell’idrogeno per il quale il Governo ha annunciato corposi investimenti”.

 Rispetto all’industria estrattiva, da sempre garanzia di stabilità economica e sociale della regione, Somma ha rimarcato i positivi avanzamenti della concertazione tra istituzioni, big players e parti datoriali e sociali, volti a orientare questa indiscutibile fonte di ricchezza verso nuovi orizzonti, investendo parte dei proventi in attività non oil e proprie di un paradigma di sviluppo in grado di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale.

 Infine, il presidente di Confindustria Basilicata ha auspicato una rapida conclusione dell’iter per il rilascio della proroga della concessione Eni – Val d’Agri, ancora più necessaria alla luce delle pesanti ricadute provocate dalla pandemia sul comparto Oil&Gas.

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