Confartigianato Matera lancia l’allarme: un ritardo indegno a sostegno reddito dipendenti imprese artigiane

Da maggio il fondo bilaterale per le imprese artigiane non è più in grado di erogare prestazioni. Gli imprenditori hanno fatto il possibile per aiutare i propri collaboratori ma adesso non ce la fanno più. E’ questo l’allarme lanciato da Confartigianato Matera per denunciare i ritardi nell’erogazione delle prestazioni di sostegno al reddito a 423.000 dipendenti delle imprese artigiane in sospensione dal lavoro ‘per Covid-19’. Le lungaggini burocratiche e le trafile amministrative stanno rallentando il trasferimento al Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato delle risorse per coprire il periodo maggio-luglio. Un ritardo “indegno” come  lo definisce il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli

La Cig che copriva i primi due mesi di chiusura delle attività economiche è stata versata a 45 giorni dal decreto. Per quella per maggio-luglio, stanziata dal decreto agosto viaggiamo su 35 giorni. Molti singoli imprenditori hanno messo mano al portafogli e hanno anticipato somme ai dipendenti. «Impossibile non farlo. Gli artigiani e i loro dipendenti vivono gomito a gomito, le famiglie fanno la spesa negli stessi negozi», aggiungono da Confartigianato Matera. Ma le stesse aziende sono in sofferenza e non possono farsi carico dei costi delle settimane passate senza potere produrre e vendere. Il Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato, creato dalla categoria quando il governo Renzi varò la riforma degli ammortizzatori sociali, «il suo compito lo ha svolto. È stato il primo soggetto a erogare la cassa ordinaria, quella in deroga e anche il Fis, il fondo di integrazione salariale, già all’inizio di aprile. I dipendenti sono stati pagati subito con un bonifico». Complice il numero di imprese interessate dalla chiusura forzata, le risorse del fondo sono finite presto. L’attesa di quelle pubbliche è stata lunga. Colpa del lungo iter. Prima di arrivare ai lavoratori i soldi della Cig devono seguire una gimcana istituzionale e amministrativa. «Prima serve un decreto congiunto del ministero del Lavoro e di quello dell’Economia. Poi la registrazione alla Corte dei conti, infine il passaggio in Banca d’Italia alla quale tocca il trasferimento dei conti al Fsba (da noi Ebab- Ente Bilaterale Artigianato Basilicata) , che poi è in grado di erogare in tempi brevissimi ai lavoratori». «Già con la prima tranche gli artigiani hanno subito i tempi lunghissimi di questi passaggi. Ora sono passati 35 giorni da quando sono state stanziate le risorse per decreto e ci ritroviamo ancora una volta in una terra di mezzo». 

Giovedì scorso la notizia che la Corte dei conti ha registrato il decreto interministeriale che finanzia con 500 milioni di euro il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato e anche il Fondo per la Formazione e il Sostegno al reddito dei lavoratori in Somministrazione (Forma.temp). Altri 100 mila lavoratori. «Speriamo che nelle prossime ore arrivi il trasferimento, il Fondo è pronto a prendere il testimone e procedere celermente con il nuovo bonifico», spiegano da Confartigianato Matera. Gli artigiani sono fortemente impegnati nel difendere il Fondo. E c’è anche chi ha temuto che dietro il ritardo nei versamenti ci potesse essere un tentativo di screditare il Fsba. «Gli artigiani – spiega il segretario generale della confederazione – erano e sono terrorizzati dalla prospettiva di rientrare nel sistema degli ammortizzatori di altre realtà». Il riferimento è alle grandi imprese, che versano contributi notevoli, ma utilizzano gli ammortizzatori in misura e per tempi decisamente maggiori rispetto alle piccole imprese artigiane. «Abbiamo costruito un sistema con dei costi parametrati sulle nostre aziende e i relativi rischi». 

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