SIMPATICA CONSIDERAZIONE SULLA MASCHERINA DEL DOTTOR GIOVANNI PALAZZO

“Mascherina anti Covid”, una delle parole più pronunciate da quattro mesi a questa parte, durante la emergenza. Di essa si conosce ogni cosa: dalla stoffa, alla dimensione, al colore, al modello: personalizzato, monouso, intelligente, chirurgico o integrale. Tutto un vocabolario che è entrato nelle nostre case e che passo passo ha insegnato a ciascuno di noi, i  criteri  per sceglierla e applicarla sul viso, ma anche il modo di usarla contro ogni tipo di contagi. Il tutto, sempre nel rispetto delle normative in vigore. E’ chiaro che ognuno di noi ha fatto le sue considerazioni  e detto la sua sulla mascherina, magari lodandola e benedicendola  o dicendosi seccato sul suo uso che toglie luce al viso e crea più di qualche disagio. Il nostro concittadino Dr. Giovanni Palazzo, rispettabile dermatologo dell’ASL materana, ha espresso il suo emerito pensiero  sulla mascherina, che noi abbiamo ritenuto interessante e soprattutto simpatico in questo particolare momento a cavallo  tra i tragici  giorni   della  emergenza e  il miglioramento di tutta una situazione che sembra allontanarci ogni giorno di più dai pericoli  che ci hanno tenuto in ansia e fatto tremare, auspicando che il peggio sia veramente alle nostre spalle. E che vi vogliamo far conoscere: “Quando indosso una mascherina in pubblico” – inizia così il pensiero del dr. Palazzo – Voglio che si sappia che sono abbastanza istruito da sapere che potrei essere asintomatico e diffondere il virus inconsapevolmente. No, non “vivo nella paura” del virus; voglio solo far parte della soluzione , non del problema. Non mi sento – aggiunge – come se il “ governo mi stesse controllando”. Mi sento  come un adulto che dà il suo contributo  alla società e vorrei che anche altri lo facessero. Il mondo non gira intorno a me. Non riguarda solo me e il mio conforto. Se tutti potessimo vivere  pensando anche agli altri, il mondo intero sarebbe  un posto migliore. Indossare una mascherina  non mi rende debole , spaventato, stupido, addirittura ”controllato”. Mi rende premuroso. Quando pensi a come sembri, a quando sia scomodo  o a cosa pensino gli altri di te, immagina qualcuno vicino – un bambino, un padre, una madre, un nonno, una zia o uno zio – che ansimano per respirare , soffocando in un respiratore, soli, senza alcun familiare consentito al loro capezzale. Chiediti se almeno  avresti potuto farlo per loro”. Complimento dr. Giovanni.

MICHELE SELVAGGI

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