Il governo litiga con Atlantia, ma concede la proroga della concessione a Fiumicino

di Angelo Bonelli (Ecologista. Federazione dei Verdi, già coportavoce nazionale)

Il 28 ottobre del 2019 il governo Conte con il ministero dell’Ambiente bocciava il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, dopo meno di otto mesi lo stesso governo ripropone l’ampliamento, mentre il trasporto aereo nel mondo è entrato in crisi e tutte le compagnie aeree, a causa della crisi da pandemia da Covid 19, stanno riducendo drasticamente i voli, personale e flotte aeree.
Prima con la proposta ”Italia Veloce“ della ministra De Micheli, poi nelle slide degli Stati generali promossi da Conte e ora nel decreto semplificazione l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino è diventata una priorità del governo. La volontà della maggioranza giallorossa nel voler realizzare questa opera è resa ancor più forte dalle modifiche sulle procedure sulla VIA previste dal DL semplificazione che avvantaggiano il committente dell’opera non fornendo reali garanzie sulla verifica di impatto ambientale. L’aeroporto londinese di Heatrow, che dispone di sole due piste, ha un flusso annuo di 78 milioni di passeggeri, mentre a Fiumicino si vorrebbe realizzare la 4 pista con un flusso di 48 milioni di passeggeri.

Il gruppo Benetton entrava in Adr nel 2007 rilevando da Gemina e Macquarie, socio australiano, la maggioranza del capitale, attraverso un’importante operazione finanziaria condotta da Sintonia, in quel periodo holding finanziaria dei Benetton che nel dicembre 2013, trasferiva la proprietà di AdR ad Atlantia.
Nel 2009 la concessione aeroportuale, rilasciata nel 1974, dello scalo di Fiumicino, era in scadenza e venne prorogata dal governo Berlusconi per ulteriori 35 anni sino a giugno 2044. L’aeroporto di Roma è un grosso business la cui concessione è stata data dallo Stato in assenza di una gara sul mercato e a prezzi stracciati.

AdR ha chiuso l’esercizio finanziario 2019 con ricavi pari a 1,129 miliardi di euro a fronte di una concessione annuale pagata allo Stato di 36 milioni di euro: è l’ennesimo esempio di uno Stato che non riesce o non vuole mettere a reddito il proprio patrimonio, come accade nel demanio marittimo, secondo strategie di concorrenza nel mercato.

Nonostante questo concentrato di privilegi la maggioranza giallorossa con il DL Rilancio, in discussione alla Camera dei Deputati, all’art. 202 comma 1 bis ha concesso ulteriori due anni di proroga alla concessione di aeroporti di Roma e quindi alla società Atlantia portando quindi la scadenza dal 2044 al 2046 con la motivazione della crisi da Covid 19. Ma cosa c’entra il coronavirus con una concessione che sarebbe scaduta nel 2044 ?

L’intervento di ampliamento dell’aeroporto proposto da aeroporti di Roma, che è partecipata della società Atlantia (proprietaria anche della società Autostrade) al 99,384%, distruggerebbe 1300 ettari di riserva naturale statale del litorale romano dei quali ben 700 si trovano in zona di tutela integrale e 900  sono della Maccarese SpA di proprietà sempre del gruppo Atlantia.
L’operazione ha un costo di 18 miliardi di euro di cui 10 finanziati dalle tariffe aeroportuali e dallo Stato, e dei 1300 ettari ben 106 saranno destinati a hotel, centri commerciali e uffici per oltre 1 milione di metri cubi di cemento e i terreni che saranno espropriati, in caso di avvio di lavori, verrebbero indennizzati all’azienda agricola Maccarese Spa, il cui presidente è Andrea Benetton.  I lavori imponenti per la realizzazione dell’ampliamento possono essere assegnati in “house” fino ad un limite del 40% come previsto dalla legge di bilancio del 2018 approvata dal governo Conte e aeroporti di Roma possiede quote del 20% delle società  di costruzioni Pavimental e Spea,  che a loro volta sono controllate rispettivamente per il 59,24% e del 60% dalla società Atlantia.
Una domanda rivolgo al presidente Conte e leader politico di fatto del M5S: perché riproponete il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino bocciato dal vostro stesso governo mentre è in corso di definizione il contenzioso aperto con la società Autostrade, perché avete prorogato la concessione aeroportuale ad Atlantia, perché non avete adeguato il canone di 36 milioni di euro a fronte di 1,129 miliardi di euro di ricavi ? Da un lato si litiga dall’altra si tende la mano, ovvero cambiare tutto per non cambiare nulla.

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