Ambiti sociali di zona, Leone: “Massima attenzione”

Oggi un incontro con l’Anci, i Comuni capofila dei nove ambiti sociali di zona della Basilicata e i sindacati

Si è discusso di riforma degli ambiti sociali di zona, di come strutturare i servizi socio-assistenziali ed erogare prestazioni migliori per i cittadini in un incontro voluto dall’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone con l’Anci, i Comuni capofila dei nove ambiti sociali di zona della Basilicata e i sindacati.

Nell’introdurre i lavori il dirigente generale del Dipartimento, Ernesto Esposito, ha sottolineato come a fronte delle risorse stanziate dal governo attraverso la Regione, la percentuale di spesa nel settore sia inferiore alla media nazionale. “Alla luce di una rendicontazione – ha detto – ci siamo resi conto che gli ambiti e i comuni non hanno impiegato tutti i fondi a loro disposizione. Occorre capire dove stanno le criticità e risolverle per promuovere servizi e lavoro in tutti i territori”.

La riforma della governance è stata la richiesta dei sindaci, che nei loro interventi hanno sottolineato le criticità nella gestione, prima fra tutti il reclutamento del personale specifico che oggi ricade sui comuni capofila, piccoli enti che non riescono a farsi carico degli oneri.

Dall’Anci la proposta di istituire un Tavolo tecnico regionale permanente su sanità e politiche socio-assistenziali, più una serie di iniziative a sostegno degli operatori del settore, tra cui la proroga dei contratti in essere sui servizi erogati dai Comuni, un bando regionale per l’accreditamento e una diversa forma di gestione degli ambiti ai quali attribuire personalità giuridica.

“Su questi temi – ha affermato l’assessore Leone – c’è la massima attenzione del dipartimento e del governo Bardi. Oggi, dopo l’emergenza Covid, ci apriamo al confronto con i territori su tematiche di grande importanza per affrontare le fragilità e le disabilità. La Regione ha fatto un importante lavoro di resettaggio. Si può realizzare molto, abbiamo il quadro chiaro di quello c’è. Spetta ai comuni capofila cominciare a lavorare e a muoversi in questo senso”.

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