Confartigianato: da crisi Covid-19duro colpo a filiera legno-arredo

Con 530 addetti in Basilicata che rappresentano il 29% degli addetti delle unità locali artigiane sul totale, la filiera del legno ed arredo è un comparto produttivo che specie nel Materano, grazie al polo del mobile imbottito, ha da sempre caratterizzato la creatività artigiana oltre all’export, che sta subendo un duro colpo dalla crisi Covid-19 , indebolendo sia la domanda interna che quella estera. Lo sottolinea Rosa Gentile, dirigente nazionale e presidente Confartigianato Matera riferendo che sulla base dell’ultimo report di giugno ‘Effetti del coronavirus sulle MPI’, le micro-piccole imprese del legno-arredo ad aprile hanno perso il 72,2% del fatturato, mentre a maggio la flessione, pur sempre pesante, si attenua (-41,8%).

Nel bimestre marzo-aprile 2020 le esportazioni del legno-arredo registrano una caduta del 46,3% – pari a quasi 1 miliardo di euro in meno di vendite – che porta nei primi quattro mesi dell’anno ad una caduta delle esportazioni del 24,1%, una intensità doppia del calo del 12,1% registrata dal totale del manifatturiero.

Sul fronte della domanda interna, nel trimestre marzo-maggio 2020, le vendite al dettaglio di mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa si dimezzano (-53,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un calo decisamente più marcato rispetto a quello registrato dalla media dei prodotti non alimentari (-36,5%).

La lavorazione del legno – afferma Gentile – è uno dei pilastri dell’artigianato artistico italiano, una vera e propria roccaforte di tradizione, talenti e tecniche artigiane. Un settore ad alta vocazione artigiana, fatto di quasi 50mila piccole imprese, con 110mila addetti e un importante +4,1% di export registrato nel 2017.

Quanto all’emergenza socio-economica, stiamo ancora aspettando le risorse per il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato da oltre un mese e mezzo. Vorrei precisare che questo trasferimento di risorse prevede somme già stanziate e ricordo che il nostro Fondo artigiani è stato tra i primi a intervenire, erogando le risorse disponibili ai lavoratori in difficolta. Serve intervenire immediatamente.

Inoltre – dice Gentile – in questo periodo di Covid-19, l’erogazione dei vari contributi a fondo perduto era ordinata da una regola generale, cioè verificare se i vari soggetti economici avessero o meno subito una caduta di ricavi, di fatturato, tra aprile 2019 e aprile 2020. Bene, la pubblica amministrazione possedeva già questi dati. Invece di utilizzarli, incrociarli, ed erogare subito le risorse, ha obbligato tutti a compilare una domanda, presentarla, in molti chiedevano aiuto al proprio commercialista per capire se rientravano o meno nei requisiti, e varie altre lungaggini burocratiche. Insomma, si parla spesso di banche dati, di interoperabilità, ma si dovrebbe cominciare a mettere in pratica tutto questo; se si assumessero circa mille soggetti in grado di analizzare i dati sarebbe una bella svolta. È frustrante possedere questi dati, soprattutto dopo tutta la fatica di tutti i soggetti coinvolti per implementare nella propria azienda la fatturazione elettronica, e poi non saperli minimamente utilizzare, soprattutto in un momento di bisogno come quello che stiamo vivendo. E’ sempre la burocrazia il nemico numero uno degli artigiani e purtroppo non solo.

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