Parco e Museo Archeologico di Grumentum chiusi

Una coppia di turisti che ha scelto una vacanza in Val d’Agri su consiglio di un albergatore di Viggiano ha raggiunto il Parco e Museo Archeologico di Grumentum che ha trovato sbarrati. La segnalazione è del Consorzio Turistico Alta Val d’Agri che ha tentato di individuare la causa. Pare che – riferisce Michele Tropiano, presidente del Consorzio – alla struttura museale e al personale del Parco di Grumento non sia ancora arrivato il protocollo sicurezza Covid-19. Almeno questa sarebbe la ragione che vede il patrimonio culturale-archeologico della valle ancora precluso a visite, unica location archeologica e museale di Basilicata chiusa. Di fatto l’area è ancora in una situazione di degrado con erbacce che certo non sono un buon biglietto da visita e decisamente sono in controtendenza rispetto all’impegno del Ministro Franceschini di promuovere per questa particolare stagione turistica gli itinerari della cultura, dell’archeologia e dell’arte.

Si pensi che Grumento Nova Teatro Romano e l’ Area archeologica, secondo i dati del rapporto “Basilicata cultura 2019” lo scorso anno hanno registrato 7.131 visitatori (con il biglietto del Museo Archeologico dell’Alta Val d’Agri); di cui 6.328 visitatori solo al Museo.

Il Consorzio evidenzia che il turismo culturale rappresenta il segmento nel quale i turisti spendono di più: ogni turista culturale spende in media 131 euro al giorno contro gli 89 del turista balneare. Si avvicina, invece, come livello di spesa il turismo enogastronomico, fascia nella quale la spesa giornaliera media è di 124,7 euro. Per la Basilicata e il Mezzogiorno, il turismo culturale resta il più potente moltiplicatore di valore aggiunto. Se in Italia, infatti, per ogni presenza aggiuntiva il turismo culturale genera 105,4 euro di Pil e presenta un valore pari ad oltre il 38% in più del dato del balneare (76,3 €), al Sud l’effetto moltiplicativo è ancora più elevato perché è pari a circa il 55% in più (a 58,1 euro di pil generato nel balneare meridionale ne corrispondono 90,4 di pil generato nel culturale) il turista culturale, che è più propenso a spendere 52 euro al giorno per l’alloggio, in media, e 85 euro per spese extra, contro i 47 euro per alloggio e 75 per gli extra di chi viaggia per ragioni non culturali.

La Regione con il Progetto “Basilicata 2019, scaviamo il futuro” ha investito molto sul Turismo Culturale. La finalità precipua dell’idea progettuale è stata quella di definire e programmare, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, assetti insediativi, beni culturali e paesaggi, pensando all’archeologia come vagone da legare alla locomotiva di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019. Il concetto dei ‘vagoni’ da legare alla ‘locomotiva Matera 2019’, ha dato ispirazione ad altri temi su cui programmare e calibrare l’azione politica e di spesa nell’ambito della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Infatti, al tema dell’archeologia è stato affiancato il tema della valorizzazione del territorio regionale attraverso i parchi letterari e le fondazioni di interesse culturale.

Purtroppo – è la considerazione del Consorzio – in Val d’Agri tutto questo è “sbarrato”.

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