5°WEBINAR SANITA’ FUTURA: Il Covid 19 non riconosce né la fase 1 e né la fase 2

Il Covid 19 non riconosce né la fase 1 e né la fase 2. Il virus continua a circolare anche se in Basilicata con un’incidenza di nuovi casi più bassa tra le regioni italiane. Motivo più che valido perchè sicurezza, sorveglianza e monitoraggio del contagio proseguano di pari passo con la ricostruzione del tessuto costituito da imprese, lavoratori, cittadini e famiglie, impegnati da una settimana nella ripresa dal lock down. E’ questa la conclusione del 5° webinar lucano – un mix tra un tavolo operativo, un’assemblea interattiva e una TV on line – trasmesso in live su Facebook e youtube e su www.sanitafutura.org. (riconsultabile). Un dialogo a più voci con testimonianze dirette dal mondo produttivo – Giusy Chiaradia (impresa di sanificazione), Rudy Marranchelli (giovane agricoltore di Rotondella), Incoronata Lucia (commerciante di Avigliano), Michele Tropiano (albergatore-ristoratore di Viggiano), Paolo Fuina (titolare di stabilimento balneare di Metaponto) – con la partecipazione del sindaco di Latronico, Fausto De Maria, la ricercatrice lucana del CNR prof. Enza Colonna, il clinical risk manager di Sanità Futura Giuseppe Demarzio, la d.ssa Francesca Loliscio (amministratrice di struttura accreditata di Grassano) e il dr. Luigi D’Angola direttore dell’Asp. Anche questo webinar è stato arricchito dalla testimonianza del prof. Enrico Bucci (prof. Temple Philadelphia University) tratta dal suo intervento nell’ultimo webinar dell’Associazione Luca Coscioni attraverso cui Sanità Futura si “ciba” di conoscenza fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Questa volta si coglie un messaggio chiaro: non inseguiamo i titoli di giornale alla ricerca di un “magico” vaccino, che non si sa quando sarà disponibile, e concentriamoci piuttosto su come affrontare il presente e il futuro costruendo un nuovo sistema sociale e produttivo che non rinunci ai diritti costituzionali e nemmeno alla sicurezza sanitaria. Un messaggio ripreso dalla ricercatrice Colonna che ha riferito sulla fase di avanzamento del progetto, sostenuto e condiviso da Sanità Futura, di un laboratorio lucano a cielo aperto per il sequenziamento del virus. Dopo la presentazione la scorsa settimana alla Commissione Sanità del Senato che ha riscosso grande interesse, il progetto – ha detto – prosegue a gonfie vele con l’obiettivo dalla raccolta dei campioni in Basilicata sui positivi al Covid-19 per metterli a disposizione della comunità scientifica e renderli utili al lavoro della task force regionale per la gestione dell’attuale fase. Il dr. D’Angola (Asp) ha fatto il punto dell’attività dell’Azienda condividendo la valutazione sulla necessità di “tenere alta” l’attenzione ad ogni livello ed indicando la stagione estiva, per prima, e a seguire quell’autunnale, subito dopo, con l’insorgere del virus influenzale, il “banco di prova”. I risultati positivi acquisiti sinora nel contenimento del Covid 19 con un lavoro di organizzazione sul territorio attraverso le Usca, la piattaforma informatica, l’intensificazione dei tamponi a cui in alcuni centri si sono aggiunti i test rapidi e serielogici, la presa in carico dei pazienti – ha detto – non possono in alcun modo giustificare atteggiamenti da “liberi tutti”. L’Asp inoltre è impegnata a riprendere le prestazioni e i servizi per i pazienti no-Covid e in questo impegno – ha detto D’Angola – un ruolo importante può svolgere la specialistica ambulatoriale convenzionata ed accreditata, come del resto deciso con il provvedimento di riapertura. Il direttore dell’Asp si è spinto oltre auspicando “un rapporto di reciproca e sana concorrenza” tra pubblico e privato accreditato per “dare risposte migliori ai bisogni di salute del cittadino, alle condizioni di libera scelta dello stesso cittadino su dove curarsi”.Sanità Futura – sottolinea il presidente Michele Cataldi – riconosce l’impegno profuso dalla Regione anche attraverso le risposte tempestive ai bisogni delle strutture di specialistica ambulatoriale per la riapertura e la incoraggia a intensificare gli sforzi di collaborazione e coordinamento per le misure di sicurezza da mettere in campo contro il rischio di contagio da Covid-19. La fase 2 che è iniziata da giorni anche in Basilicata si rinforzerà con il sostegno delle strutture accreditate che ritorneranno a erogare prestazioni ambulatoriali specialistiche, esami e terapie ormai non più differibili, in un contesto di aumentato livello di sicurezza affinchè questa fase di convivenza con il rischio di contagio possa superarsi senza dover ritornare a provvedimenti di lock down. Di qui – aggiunge – l’impegno a sostenere la Task Force, il Dipartimento Salute, l’Asp e l’Asm, cioè l’intero sistema, nella nuova impegnativa fase. E’ necessario – sottolinea l’Associazione delle strutture della specialistica ambulatoriale e di pazienti – un percorso chiaro e realizzabile, che riduca drasticamente il peso della burocrazia inutile soprattutto in questa epoca di coronavirus. Capire e pianificare rapidamente, organizzando la “vita” delle comunità nella consapevolezza che non disponiamo ancora né di un vaccino né di una cura validata – afferma ancora Cataldi – diviene una precondizione inevitabile. Il tempo è un fattore altrettanto determinate: per tenere a freno il rischio del contagio, per continuare a dotare gli ospedali di attrezzature e operatori sanitari, per ricercare il vaccino e le cure, per digitalizzare il più possibile processi e servizi, ma anche per riorganizzarsi e poter resistere a lungo, coltivando la speranza, quella fatta di lavoro e concretezza, che ci farà dire un giorno che non abbiamo sprecato tempo, lo abbiamo invece usato e messo a valore nell’interesse di noi tutti, cioè della comunità lucana”.

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