PISTICCI AI TEMPI DEL CORONAVITUS – CITTA’ FANTASMA – ASSOPITA MA NON CERTO ADDORMENTATA

PISTICCI. Chi l’avrebbe mai immaginato! La nostra città – anche se da qualche tempo un pò spopolata per via della naturale emigrazione verso Marconia, dove tante famiglie, compresi i nuovi nuclei hanno potuto realizzare abitazioni degne di quel nome – da oltre un mese, è diventata una specie di città fantasma che si spegne completamente dopo il tramonto. L’emergenza Coronavirus, l’ha ridotta così, come del resto altri centri popolosi della nostra regione. I pisticcesi restano a casa facendo fino in fondo il loro dovere per combattere quel virus anche dal nome strano da pronunciare, che in questo territorio, purtroppo, ha fatto già la sua vittima, mandando in quarantena anche un buon numero di cittadini. Durante il giorno, ovviamente, c’è chi per necessità ha bisogno di recarsi in farmacia, alimentari, forni, supermercati, edicole, uffici o banche. Gli spostamenti si rendono necessari e, almeno dalle notizie raccolte, gli abusi sono pochi o niente, anche grazie ai controlli di Carabinieri, Polizia e Polizia Locale, che negli ultimi weekend, come comunicato dal sindaco Viviana Verri durante i comunicati informativi alla città, hanno intensificato le verifiche con particolare attenzione anche nelle zone dei lidi dove si registravano anomale presenze, evidentemente legate alle belle giornate di sole. Sindaco Verri, che comunque si è detto soddisfatto del comportamento responsabile dei cittadini pisticcesi nel pieno rispetto delle norme imposte per combattere l’emergenza. Ma al di là di queste considerazioni, fa un certo effetto notare, per l’occasione, una specie di deserto o quasi in quei posti che abitualmente sono cuore e vitalità della città. Parliamo di Piazza Umberto sede delle chiesa di S.Antonio, il Municipio e associazioni varie, il Corso Margherita, Piazza S. Rocco, Piazza S. Antonio Abate. Ma anche via Cantisano, Pagano, P.za Caduti e le centrali via Di Giulio, Farini, Ariosto, Cirillo, Vespucci e Corso Metaponto. Qualche auto e poca gente in giro. Appena dopo il tramonto poi, (le giornate ora si sono un po’ allungate), e con le prime luci della sera, la situazione peggiora in modo deciso. Un silenzio quasi deprimente con scenari diversi e strade, vicoli e vicoletti di tutti i rioni, che diventano spettrali. Insomma, un coprifuoco inedito a cui ormai ci si è abituati. Questa è Pisticci ai tempi del Coronavirus. La nostra città, assopita ma non certo addormentata. Una città – aggiungiamo noi – in un certo senso, anche ottimista come la sua indole e la sua storia ci ricordano. Una città, in attesa che parte la fase 2, comunque sempre tenace, orgogliosa e fiduciosa nell’auspicare che il peggio stia passando e che tutto, magari anche senza fretta, possa ritornare pian piano alla normalità. MICHELE SELVAGGI

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