Crisi Covid-19, Giordano (Ugl): ”Cosa resterà nel materano”.

“La stretta creditizia non accenna ad allentarsi. Il Governo regionale se sta’ intervenendo con una politica industriale e di sviluppo, necessita soprattutto far pressione su un sistema bancario lucano che è alquanto incapace di erogare più credito e a costi accessibili a livello territoriale alle nostre Pmi. Siamo in una delicata fase dove ora il Sud, in particolare la Basilicata, devono ripartire e non per aspetti campanilistici, ma per giustificati motivi di carattere sanitario, visto siamo tra le regioni con il più basso tasso di contagiati. Con la ripresa a margine dell’avvio della fase2, già vi sono segnali che parlano di imprese lucane che stanno pagando un prezzo pesante sulla crisi”.

Lo afferma il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “Bisogna rapidamente mettere in campo strumenti incisivi per sostenere le imprese per trasformarsi e difendere l’occupazione. Nel 2019 i fallimenti decretati dal Tribunale di Matera hanno abbondantemente raggiunto le cifre a due numeri, e questo è grave per una provincia piccola. Incominciare a pensare di sostenere piccole e medie imprese, liberi professionisti, lavoratori autonomi che già facevano fatica a sopravvivere prima del coronavirus e che oggi vedono minata la possibilità di futuro. Colpito il settore del commercio, edilizia, servizi, artigianato e industria. I provvedimenti adottati sinora dalla Regione Basilicata sono importanti e preziosi ai fini di un ristoro per le microimprese e i professionisti, ma purtroppo non pienamente sufficienti nell’ottica della gestione della fase2 e quindi di una normale riapertura delle realtà economiche quando sarà terminata l’emergenza. A fronte di tali dati, l’Ugl manda alle Istituzioni, un segnale forte e chiaro sulla crisi. I numeri che oggi si registrano nel nostro territorio provinciale, sono da bollettino di guerra: si attivi e attui un Piano Socio Economico contro la crisi, con misure specifiche e provvedimenti immediatamente operativi in favore di professionisti e microimprese. Le banche non aiutano, bisogna sbloccare liquidità per il tessuto produttivo, tutelare i proprietari degli immobili locati e i fornitori di beni e servizi. Nel materano sono centinaia i tavoli di crisi che però sono solo la punta dell’iceberg di una progressiva devastazione da Coronavirus. Ora – conclude Giordano – per l’Ugl c’è bisogno non più di singoli tavoli ma di un’unica piattaforma, che investa questo Governo non solo delle questioni legate alla salvaguardia di un singolo settore ma della impellenza di politiche di rilancio di interi comparti lucani che già erano in essere ed oggi, più che mai rischiano di sparire definitivamente. Concretamente occorre dare liquidità alle imprese ed alle famiglie, anche a fondo perduto. Molti lucani, in questo momento discutono di argomenti come aiuti sugli affitti commerciali e artigianali, insieme a quelli privati visto che è tutto bloccato dai commercianti e artigiani che non hanno entrate. Un pensiero anche a chi in una famiglia lavora solo uno o si arrangia per una giornata di lavoro. Molte di queste categorie il prossimo mese non potranno pagare più niente”.

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