GRAVINA – Guanti e mascherine gettati in strada: l’altolà del comune

L’assessore Calculli: «Comportamenti lesivi della salute e dell’ambiente»

Palazzo di Città annuncia l’intensificazione dei controlli e sanzioni per i trasgressori

I guanti e le mascherine indossati quotidianamente per prevenire la diffusione ed il contagio del Coronavirus finiscono per strada. Sempre più spesso, al punto che per arginare la nuova crociata degli incivili in servizio permanente effettivo, Palazzo di Città ha scelto di correre ai ripari, mettendo mano al blocchetto delle sanzioni amministrative.

Lo conferma l’assessore all’igiene urbana Paolo Calculli, tratteggiando i contorni della questione e delle misure in cantiere. «Negli ultimi giorni – spiega Calculli – si sono moltiplicate le segnalazioni in ordine all’abbandono di guanti e mascherine usati come protezione da Covd 19 e poi gettati su marciapiedi e negli spiazzi. È questo un atteggiamento sicuramente di pochi, ma comunque deprecabile, perché sintomo della dannosa abitudine di considerare la città una pattumiera a cielo aperto». Prosegue Calculli: «I dispositivi di protezione individuale, in quanto potenzialmente infetti, possono risultare anche gravemente nocivi per la salute degli stessi cittadini e degli operatori ecologici. Per questo vanno smaltiti correttamente: inseriti in un sacchettino e smaltiti coi rifiuti indifferenziati». Per fermare lo sparuto ma agguerrito manipolo di incivili insofferente alle regole, annuncia l’assessore, «saranno intensificati i controlli, con sanzioni a carico dei trasgressori». Analoga severità colpirà quanti, nelle ultime settimane, hanno preso ad esporre i rifiuti domestici in buste di plastica, senza più avvalersi delle pattumelle. «Questa scelta, del tutto arbitraria – chiosa l’assessore – causa difficoltà agli operatori e sovente arreca danni all’ambiente, dal momento che così si favorisce la dispersione dei rifiuti. Specifiche disposizioni sono in essere per i concittadini in stato di quarantena, ma per tutti gli altri valgono le regole di sempre. Per questo invito i gravinesi a non derogare alle norme di civiltà: in due anni siamo riusciti a cambiare le nostre abitudini in meglio e sarebbe un peccato, adesso, dare un calcio a tutti gli sforzi compiuti per migliorare la nostra città e la qualità della vita».

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