Lavoro in Agricoltura, la proposta della UIL : utilizzare manodopera lucana , braccianti agricoli e disoccupati.

Utilizzare gli operai-braccianti agricoli e i lavoratori disoccupati da lungo tempo per rispondere all’intera filiera del settore Agricolo in Basilicata: è la proposta centrale del Segretario Generale della UIL Basilicata Vincenzo Tortorelli e di Gerardo Nardiello Segretario della UILA. I dirigenti della Uil precisano che gli elenchi sono stati pubblicati dall’INPS nei scorsi giorni distinti per comuni , oltre alle liste dei disoccupati di lungo periodo. Inoltre per far incontrare domanda e l’offerta e per affrontare il problema della mancanza di manodopera nelle campagne delle prossime raccolte – aggiungono Tortorelli e Nardiello – si può pensare all’utilizzo degli Enti Bilaterali. Sappiamo che la legge non lo prevede, ma – aggiungono – basterebbe una modifica legislativa anche sperimentale per attivarla . Chi cerca un lavoratore agricolo dovrebbe andare al Centro per l’impiego perché è lì, che da anni, si incrociano domanda e offerta di lavoro. Solo che in un’ultima ricerca che abbiamo fatto con Nomisma è risultato che solo l’1% dei lavoratori agricoli trova lavoro per questa via. E’ da anni che ci battiamo – dicono i segretari di Uil e Uila – perché siano gli Enti bilaterali territoriali a poter far incontrare domanda e offerta di lavoro, un’opportunità che per ora è preclusa. E lo è anche in questi tempi bui, con i lavoratori agricoli che scarseggiano, compresi gli stagionali che arrivavano dai Paesi comunitari o extracomunitari “bloccati” dal coronavirus.
Per Uil e Uila Basterebbe una piattaforma informatica e il gioco è fatto, ma c’è la legge che non ci aiuta. Servirebbe una deroga, anche in via sperimentale e probabilmente potremmo aiutare le imprese evitando che i raccolti rimangano a marcire sui campi. Saremmo in grado di incrociare i dati di almeno un milione di lavoratori. Di questi, inoltre, solo poco più della metà raggiungono le 51 giornate di lavoro che danno diritto alle integrazioni al reddito. Tutti gli altri, oltre 400.000, sono sicuramente interessati a lavorare di più. C’è poi un grande serbatoio da cui attingere, i disoccupati, i percettori del reddito di cittadinanza o della Naspi (che potrebbero interrompere l’assegno per poi riprenderlo). C’è una larga platea di lavoratori italiani e di altre nazionalità che sarebbero disponibili. Sarebbe anche la via maestra per combattere il caporalato perché chi assume con questa modalità poi applica sicuramente il contratto di lavoro dell’agricoltura”.
Per quanto riguarda l’impiego di operai idraulico forestali (ex mobilità) – affermano Tortorelli e Nardiello – devono essere destinati alla manutenzione del nostro territorio, perché come si è potuto costatare in questi anni, la mancanza di questa attività ha fatto registrare drammatici situazioni in tutto il territorio.

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