Coronavirus: a rischio campagna pomodoro nell’Alto Bradano

E’ a rischio la campagna del pomodoro nell’Alto Bradano. A lanciare l’allarme è Coldiretti Basilicata che sottolinea le difficoltà dovute al coronavirus, nel reperimento della manodopera, soprattutto straniera, necessaria alle operazioni di piantumazione. E per questo in Basilicata, come nel resto d’Italia ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro con le aziende agricole che assumono. “La situazione straordinaria legata all’emergenza coronavirus, avendo fatto venire meno improvvisamente la disponibilità di gran parte dei lavoratori stranieri dai quali dipende la produzione del  Made in Italy alimentare, ha portato la Coldiretti a mettere in campo tutti gli strumenti possibili che possano essere di utilità alle imprese e quindi facilitare l’incontro tra aziende e lavoratori disponibili” afferma il presidente regionale, Antonio  Pessolani.  Jobincountry (www.lavoro.coldiretti.it) assolve a questo compito, una piattaforma informatica di incrocio domanda/offerta di lavoro che opera attraverso un apposito sito web nazionale in grado di acquisire, archiviare e rendere disponibili in forma pubblica tanto le richieste di manodopera delle imprese che i curricula e le disponibilità dei lavoratori. Il progetto è stato avviato  – sottolinea  Coldiretti Basilicata  – in attesa che dal Governo regionale arrivi una risposta rispetto all’apertura, previo adeguamento alle norme sanitarie COVID19, di uno dei centri di accoglienza presenti sul territorio e già utilizzati nelle campagne agrarie precedenti, e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire la continuità dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti extracomunitari, non residenti nell’area dell’Alto Bradano ma regolari, che generalmente venivano occupati per la coltivazione del pomodoro.  Il servizio peraltro, in attesa che dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo”,  non si limita comunque all’impresa, ma è rivolto anche al sistema della famiglia che potrà essere assistita nella ricerca di colf o badanti, al giovane che ricerchi la possibilità di effettuare uno stage aziendale, allo studente a caccia di un’occupazione durante il periodo delle vacanze estive o invernali attraverso o al cassintegrato, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità. Vanno infatti specificate – precisa la confederazione agricola lucana  – mansioni, luogo e periodo di lavoro ma anche disponibilità e competenze specifiche in un settore dove è sempre più rilevante la richiesta di specifiche professionalità. L’attività è svolta direttamente nelle singole provincie attraverso le Società di servizi delle Federazioni provinciali ed interprovinciali della Coldiretti, secondo un modello di capillare distribuzione sul territorio.  L’esperienza della Coldiretti è già stata sperimentata in Francia con la a campagna “Braccia per riempire il tuo piatto” alla quale hanno risposto 207 mila candidati su sollecitazione del ministro dell’Agricoltura francese, Didier Guillaume che aveva lanciato un appello a chi era licenziato o in cassa integrazione ad unirsi al grande esercito dell’agricoltura francese.

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