120 ° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI ANGELINA LODICO

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LA MAESTRA SANTA DI TINCHI

PISTICCI – A centoventi anni dalla nascita la figura e l’opera di Angelina Lodico sono ancora vive e presenti nella memoria storica del territorio di Pisticci. Nativa di Marianopoli -Caltanissetta- (8 aprile 1900) giunse nel 1921, per insegnare in una pluriclasse di scuola rurale. nella borgata di Tinchi, che allora si presentava come una terra povera e malarica, dove regnavano sofferenza, malessere e disagi morali e materiali. A causa di varie epidemie e malattie infettive tutta la borgata rimase isolata per alcuni mesi. Ma la Lodico non ascoltò i consiglio dei suoi genitori e volle ugualmente rimanere, perché quella era la sua terra di missione, a lei predestinata. E per dieci anni fu maestra, madre, madrina, infermiera, aiutando le famiglie bisognose a prezzo di grandi sacrifici personali e privandosi dei bisogni più elementari, consacrando tutta sé stessa a Dio e al prossimo. Terziaria Francescana, volle iscriversi anche alla congregazione di Pisticci, raggiungendo talvolta a piedi il paese per essere presente alla Messa. Riuscì così a edificare una cappella a Tinchi, di Cristo Re, donando alla piccola comunità un luogo di culto e aiutando spesso le maestranze nella preparazione del materiale. Si recava lei stessa a Pisticci per prelevare un sacerdote che doveva celebrare le sacre funzioni, e ad accompagnarlo al ritorno. La chiesetta fu aperta al culto la domenica delle Palme del 1929 con una solenne concelebrazione e processione per le vie della contrada. Colpita da una grave forma di tubercolosi, trasmessagli da un bambino povero che ospitava, Angelina Lo Dico lasciò Tinchi e fece ritorno a Marianopoli dove le sue condizioni si aggravarono. Il “Giglio di Marianopoli”, come era definita, si spense in fama di Santità il 5 novembre 1932. Al suo nome sono intestate varie istituzioni e lo stesso ospedale di Tinchi di cui oggi si auspica la riapertura. E nel suo nome Pisticci e Maranopoli sono ufficialmente gemellate. A lei la comunità di Caporotondo, Tinchi e Pisticci devono l’alfabetizzazione, la cura e la guarigione da alcune malattie del tempo, ma anche la conoscenza di Dio e delle Sacre Scritture. Non si possono dimenticare figure così importanti e rappresentative che hanno a noi affidato la trasmissione della loro preziosa testimonianza umana e cristiana.

GIUSEPPE CONIGLIO

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