EMERGENZA CORONAVIRUS: DAL GRUPPO CESTARI DISPONIBILITA’ A COOPERAZIONE IN BASILICATA

Il Gruppo Cestari impegnato nella progettazione, realizzazione e gestione delle grandi opere e degli impianti alimentati da fonti di energia rinnovabili, scende in campo per l’emergenza coronavirus. Un’azione di cooperazione istituzionale è già in corso in Campania. L’ingegner Alfredo Cestari, a capo del Gruppo, ha espresso al Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi la piena disponibilità. Ho una lunga esperienza in aree molto difficili quale il continente africano , avendo progettato e diretto opere infrastrutturali di varia natura – sottolinea Cestari che è Presidente della Camera ItalAfrica-, sono abituato alle emergenze e a gestire pericoli . Siamo pronti ad intervenire, come facciamo già in Campania, nel caso ci fosse bisogno di trasporti aerei di prodotti acquistati all’estero e bloccati per mancanza di collegamento.

Oltre all’emergenza sanitaria il Gruppo Cestari guarda all’emergenza economica. Il Progetto “Sud, polo magnetico”, presentato anche in Basilicata, è uno strumento di supporto alla individuazione di nuovi mercati per le imprese del Sud che si troveranno davanti una realtà trasformata dalla crisi e nella quale saranno chiamate ad operare con maggiore competitività. “Il nostro Paese – sostiene l’ing. Cestari – già arrancava prima dell’esplodere della Pandemia, infatti in Italia si registrava un tasso di crescita pari allo zero. Al Sud in particolare, la coesistenza di una stagnazione strutturale e degli gli atavici gaps infrastrutturali ed economici, hanno favorito l’allontanamento dalle altre regione del nord più avanzate accentuando lo spopolamento di vaste aree geografiche”.

Secondo Cestari, “Il Governo italiano è, purtroppo, in uno stato confusionale. Basti pensare che ogni regione opera scelte diverse. La discrepanza sussiste non solo tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, ma anche tra le stesse regioni del Sud. Questo evidenzia il grande limite nel non aver saputo istituire, in un momento così eccezionale per il Paese, un coordinamento capace di “imporre” con autorevolezza una visione unitaria di gestione della emergenza.  Le imprese, le attività industriali ed i giovani non hanno avuto strumenti e risposte adeguate neanche prima della pandemia. Pertanto, vi è la necessità immediata di assicurare loro il minimo indispensabile per tamponare l’interruzione dei flussi finanziari che le proprie attività hanno registrato per il COVID-19. Il lockdown durante la pandemia è una forzatura necessaria e indispensabile per frenare il ritmo del contagio ma per sperare nella sopravvivenza del sistema economico-produttivo bisogna assicurare da subito incentivi adeguati e certi. Se ciò non avverrà il fallimento di migliaia di aziende causerà un danno irreversibile all’intero sistema economico-finanziario del nostro Paese. C’è un estremo bisogno di interventi straordinari tempestivi e coordinati di supporto a tutte le filiere produttive altrimenti si rischia il collasso totale del sistema”.

Per il presidente del Gruppo Cestari “oltre agli aiuti istantanei come può esserlo un “reddito di cittadinanza per le imprese”, c’è necessità assoluta e prioritaria di intervenire sulle regole del nostro sistema che notoriamente tende più a frenare le attività economiche che ad incentivarle. Per questo motivo assume importanza centrale un’azione di sburocratizzazione capace di rimuovere i mille vincoli procedurali in presenza dei quali, una volta finita l’emergenza, il Paese collasserà. Siamo in un momento di straordinaria ed epocale emergenza ed i cantieri avranno bisogno di ripartire subito. Il modello Genova per la ricostruzione del Ponte Morandi dimostra come sia possibile attuare procedure veloci e corrette su opere di rilevante importanza per lo sviluppo di una comunità. Non si comprende perché bisogna aspettare le catastrofi per applicare modelli virtuosi. La politica da questa esperienza dovrà imparare la lezione se vuole rendere con onore il proprio servizio al Paese”.

Lo scopo principale del Centro Studi “Sud, polo magnetico”, è quello di mettere a disposizione del sistema economico, produttivo e istituzionale il prodotto delle proprie analisi quale strumento di supporto alla individuazione di nuovi mercati per le imprese del Sud che si troveranno davanti una realtà trasformata dalla crisi e nella quale saranno chiamate ad operare con maggiore competitività. In questa nuova sfida, di portata epocale per il nostro sistema economico-produttivo, Sud Polo Magnetico cercherà di rappresentare un punto di riferimento per il mondo delle imprese e delle professioni operanti nel Sud del Paese mettendo a disposizione esperienze più che trentennali di imprenditori e professionisti che hanno garantito con passione civile e coscienza sociale la loro adesione a questo progetto.

Un luogo, uno strumento, un nodo nella rete dello sviluppo in grado di realizzare relazioni virtuose tra gli attori dello sviluppo (istituzioni politiche e finanziarie, imprese, professionisti, ecc.) A partire dal sistema degli incentivi sia per il settore pubblico (Piano Junker) che per quello privato (Sistema di aiuti alle imprese). Strumenti questi che possono realizzare migliori condizioni di sviluppo in una macro area che conta oltre 14 milioni di abitanti”.

Un suo giudizio sulla proposta dell’ex presidente della BCE Mario Draghi che nel suo editoriale, pubblicato dal “Financial Times”, ha proposto di iniettare liquidità monetaria nel settore privato, aumentando il debito pubblico?

Sono pienamente d’accordo con la proposta di Draghi, fatta con determinazione e decisionismo. Un messaggio di sicurezza al mercato, senza tentennamenti. Ricordiamo che una sola settimana di ritardo nelle decisioni, potrebbe far morire fallire molte attività economiche e con esse perdere ulteriori posti di lavoro appesantendo ancora di più una situazione già di per se straordinariamente drammatica.

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