CORONAVIRUS, DE BONIS: “MES IRRICEVIBILE. RIAPRIRE SUBITO PARLAMENTO E DISCUTERE PROPOSTE”

“Prima di fare il biglietto per Bruxelles o rendere note le sue mosse attraverso organi di stampa stranieri, il governo farebbe meglio a riaprire il Parlamento, perché è quello il luogo del dibattito, delle proposte e delle decisioni che riguardano il paese. Apprendiamo dai giornali esteri che si vuole attivare uno strumento discutibilissimo come il Meccanismo europeo di stabilità, un trattato separato dall’Unione europea che ci esporrebbe ai ricatti delle burocrazie europee. E questo senza che vi sia una vera discussione nell’Aula sovrana. Non vogliamo subire decisioni finanziarie che siano imposte: il presidente Conte e il Ministro Gualtieri vengano a riferire in Parlamento, rispettando i precisi impegni assunti a dicembre con la risoluzione di maggioranza (n. 6-00087) approvata al Senato. È una cosa inaccettabile. Intendo presentare quanto prima una interrogazione ed invito tutti i colleghi a prendere coscienza”.

 

Così il senatore Saverio De Bonis, nel commentare le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al quotidiano inglese Financial Times su MES e l’emissione dei cosiddetti “corona bond”.

 

“Nella risoluzione di maggioranza – ricorda il senatore – tra gli impegni del governo vi era: ‘assicurare la coerenza della posizione del Governo con gli indirizzi definiti dalle Camere, e il pieno coinvolgimento del Parlamento in tutti i passaggi del negoziato sul futuro dell’Unione economica e monetaria e sulla conclusione della riforma del MES; prevedere il pieno coinvolgimento del Parlamento in una eventuale richiesta di attivazione del Meccanismo europeo di stabilità con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione’”.

 

“È quantomeno sorprendente – conclude De Bonis – che ci si stia muovendo con tanta alacrità in obbedienza ai mercati mentre invece non si è stati altrettanto veloci e zelanti quando, alla fine dello scorso anno, come riferisce Fox News, sono arrivati dai servizi informativi gravi indizi di una potenziale pandemia. Oggi si consegna il paese allo stato d’emergenza, si chiude il Parlamento e si sospende il normale iter democratico mentre si assumono gravi iniziative sulle quali non sembra esserci nemmeno un consenso fra la maggioranza di governo”.

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