DA TORTORELLI (UIL) l’appello a immaginare una Basilicata che cambia strada a partire dall’emergenza coronavirus

L’emergenza coronavirus ha una rilevanza del tutto nuova nell’economia e nella società regionale e ci impone una riflessione straordinaria per modificare all’altezza della sfida i programmi e le priorità del sindacato e delle organizzazioni sociali più vaste. Per ritrovare coesione, senso civico, spirito solidale ed umano, nel tempo della rischiosità, per intraprendere un cammino nuovo.
È urgente ora saper coniugare salute, organizzazione produttiva e nuove conquiste oltre la drammaticità di questa situazione.
Essa in modo virulento aggrava gli esiti della grande crisi del 2007, ancora evidenti; incombono poi i sussulti e le instabilità dei mercati reali e finanziari internazionali che deprimono le prospettive di crescita dell’economia globale ed incidono sui cicli produttivi delle imprese.
È chiaro che l’impatto delle tre crisi (il post 2007 – i sussulti della crisi globale – l’urto del coronavirus) sull’economia e sulla convivenza sociale della regione è sconvolgente.
Avanza un mix di impoverimento demografico e sociale, di riduzione della base produttiva ed occupazionale, di diseguaglianza tra cittadini e territori, oltre che un approfondimento dei gap culturali e di mancata innovazione della regione.
Nei prossimi mesi i riflessi del ciclo produttivo negativo avranno un vigore sulla condizione umana dei lavoratori, delle famiglie e si propagheranno nei diversi ambiti della comunità locale.
Gli effetti saranno ancora più drammatici perchè già nei semestri dello scorso anno si sono registrati contrazioni e rallentamenti dei fenomeni assunzionali nel mercato del lavoro locale.
Nel 2019 le assunzioni nel complesso sono diminuite di ben 6mila contratti, con una riduzione cospicua di quelli a termine e di quelli in somministrazione, con una lieve contrazione dei rapporti a tempo indeterminato.
Nel secondo semestre – secondo i dati rielaborati dal Centro Studi Sociali e del Lavoro (Uil) – si accentua e si diffonde la contrazione complessiva delle assunzioni con ca. 2.700 contratti in meno e con un rallentamento distribuito in tutte le modalità assunzionali, dal tempo indeterminato (-700) ai contratti a termine (-1100ca.) fino alla stagionalità ed alla somministrazione (-1500 ca).
Anche le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato si riducono di 300 unità nel secondo semestre 2019.
Le assunzioni totali nel 2019 sono state di 62.454 a fronte però di 62.927 cessazioni, con un saldo negativo di 473 contratti.
La sfera delle cessazioni, pur in riduzione specie per i contratti a termine e le somministrazioni, aumenta per la tipologia dei contratti a tempo indeterminato (+534), degli stagionali e del lavoro intermittente.
Il trend occupazionale, pertanto, risulta in decelerazione, sia su scala tendenziale rispetto al 2018 e sia al confronto con le tendenze nazionali, che invece segnano un consolidamento della modalità del tempo indeterminato ed un chiaro saldo positivo tra assunzioni e cessazioni.
Sta cambiando ed in modo repentino quell’assetto a fisarmonica tipico del mercato del lavoro lucano, secondo cui aumenta e diminuisce l’occupazione, nei limiti di un’economia fragile, poco autopropulsiva, molto reattiva agli impulsi del mercato esterno.
Il ciclo economico regionale dopo le congiunture positive e per lo più irripetibili nel breve periodo (nuovi investimenti alla FCA, il fenomeno turistico di Matera 2019) rimane strutturalmente debole. Le opportunità di inserimento lavorativo stabile per i giovani diventano sempre più asfittiche, e non si apprezzano segnali di inversione strutturale di tendenza.
L’incidenza delle forme contrattuali precarie, in un contesto di incertezza della domanda, dimostra che le imprese non sono incentivate ad assumere subito in modo stabile. Rimane radicale il problema in Basilicata di come superare un modello di economia che scarta la crescita, l’ampliamento della base produttiva, quand’anche vi sia una buona dotazione di beni naturali, di capitale sociale e di rilevanti insediamenti manifatturieri.
Serve come non mai affermare una visione di rigore e di responsabilità che rimetta al centro una politica “di progetto”, con un quadro organico e condiviso di interventi che leghino l’emergenza di salute ad un riassetto del sistema di protezione sociale e sanitario regionale, finalmente riorganizzato con metodi di assoluta efficacia e di ripresa in carico delle persone, senza scorciatoie e paraventi di tipo finanziario che hanno mostrato la corda proprio in questi giorni drammatici.
E serve una politica complessiva di sviluppo, con una prospettiva di medio periodo, che preveda investimenti, pubblici e privati, orientati all’innovazione ed alla sostenibilità, alla buona occupazione, al potenziamento delle infrastrutture sociali, alla competitività, all’inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini. Ci sono tanti spunti e proposte nei documenti degli Stati generali del lavoro e del Manifesto unitario.
Ai decisori pubblici, alla sfera delle responsabilità politiche regionali e locali l’appello è di immaginare ora una Basilicata che cambia strada a partire dalla radicalità della crisi attuale. E persegua la via energica e suggestiva dell’autonomia e della convivialità, nell’ampliamento dei diritti e dell’uguaglianza sostanziale tra le persone, nel welfare, nel mondo del lavoro e nelle ragioni dell’impresa. Con un nuovo inizio.

Vincenzo Tortorelli
Segretario Generale Uil Basilicata

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