VACCARO (UILP): UNA SVOLTA PER L’OSPEDALE DI COMUNITA’

L’intesa sottoscritta in Conferenza Stato-Regioni segna una svolta importante per l’avvio del progetto di Ospedale di Comunità, fortemente sostenuto dai sindacati di pensionati, già previsto nel lontano 2015, inserito nel Patto per la salute 2014-2016 e nel Piano nazionale cronicità.
Lo sostiene Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, sottolineando che s
i tratta di strutture di ricovero breve, riconducibili all’assistenza territoriale, di piccole dimensioni, rivolte a pazienti che, a seguito di episodi di acuzie minori o di riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica per brevi periodi di tempo.
Se adeguatamente realizzati e strutturati e se correttamente inseriti nella programmazione sanitaria, queste strutture potranno svolgere un ruolo positivo. Sono soprattutto gli anziani lucani – aggiunge Vaccaro – i principali utenti dell’Ospedale di Comunità che diventa struttura essenziale di cura e prevenzione sul territorio, secondo il modello di servizi socio-assistenziali di prossimità al quale ci ispiriamo anche e soprattutto per l’attuazione di campagne di informazione, comunicazione e prevenzione dalla diffusione di virus come c’è urgente bisogno oggi. La collaborazione tra ambito sanitario e sociale e la comunità locale inoltre rappresenta un elemento qualificante dell’ospedale di comunità a garanzia di una risposta a un ampio insieme di bisogni e di tempestiva programmazione delle dimissioni. Ancora, la collaborazione con le associazioni di volontariato potrà offrire un utile contributo anche nella rilevazione della qualità percepita dei pazienti e dei familiari/caregiver.

Questi i criteri:

SEDE– Può avere una sede propria, essere collocato in strutture sanitarie polifunzionali, presso presidi ospedalieri riconvertiti, presso strutture residenziali oppure essere situato in una struttura ospedaliera, ma è sempre riconducibile all’assistenza territoriale.

POSTI LETTO– Ha un numero limitato di posti letto, di norma tra 15 e 20. E’ possibile prevedere l’estensione fino a due moduli e non oltre.

L’ACCESSO– Possono accedere all’ospedale di comunità pazienti con patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine (15-20 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto soccorso o dimessi da presidi ospedalieri per acuti. I pazienti ospitati necessitano di assistenza infermieristica continuativa e assistenza medica programmata o su specifica necessità. Per l’accesso è necessario che ci sia una diagnosi già definita, una prognosi già definita, la valutazione del carico assistenziale e della stabilità clinica eventualmente attraverso scale standardizzate, un programma di trattamento già stilato e condiviso con il paziente e/o con la famiglia (ad eccezione del Pronto soccorso).

ORGANIZZAZIONE E RESPONSABILITA’– La gestione delle attività dell’ospedale di comunità è riconducibile all’organizzazione distrettuale e/o territoriale delle aziende sanitarie. La responsabilità gestionale-organizzativa complessiva è in capo a una figura individuata anche tra le professioni sanitarie dall’articolazione territoriale aziendale di riferimento e svolge anche una funzione di collegamento con i responsabili sanitari, clinici e assistenziali, e la direzione aziendale. La responsabilità clinica dei pazienti è attribuita a un medico di medicina generale (pediatra di libera scelta se l’ospedale è pediatrico) oppure a un medico operante nella struttura scelto tra i medici dipendenti o convenzionati con il Ssn o appositamente incaricato dalla direzione della struttura (per le strutture private, un medico incaricato dalla struttura). La responsabilità assistenziale è in capo all’infermiere secondo le proprie competenze. L’assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica è garantita nelle 24 ore.

ASPETTI STRUTTURALI– L’identificazione della struttura da utilizzare deve seguire il criterio dell’economicità e razionalità e la progettazione degli spazi è orientata principalmente a garantire il benessere fisico e psicologico del paziente. Tra gli aspetti strutturali necessari: spazio attesa visitatori; strutture di degenza con camere singole e camere da 2 a 4 posti letto con accesso diretto al bagno e poltrona comfort per il familiare e/o per la mobilizzazione del paziente; aree soggiorno/consumo pasti; locale per visite e medicazioni; locali di lavoro per personale; spogliatoio per il personale con servizio igienico; locale/spazio di deposito materiale pulito; locale/spazio di materiale sporco; locale sosta e osservazione salme, in assenza di servizio mortuario.

TECNOLOGIE RICHIESTE– Tra i requisiti tecnologici richiesti ci sono: impianto di climatizzazione tale da garantire che la temperatura estiva e invernale sia compatibile con il benessere termico dei ricoverati; impianto di erogazione ossigeno stabile o mobile; impianto di comunicazione e chiamata con segnalazione acustica e luminosa al letto; dotazioni tecnologiche idonee a garantire assistenza ordinaria e in emergenza, compresi dispositivi diagnostici; presidi antidecubito; attrezzature per mobilizzazione/mobilità compresi gli ausili tecnici per la mobilità (corrimano, deambulatori) e trasporto dei pazienti.

REQUISITI ORGANIZZATIVI E STANDARD CLINICO-ASSISTENZIALI– L’ospedale di comunità, pur avendo un’autonomia funzionale, opera in forte integrazione con gli altri servizi sanitari, come quelli di assistenza specialistica ambulatoriale e compresi i Servizi di emergenza urgenza territoriali.

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