CSI Potenza | Il “Natale dello Sportivo” 2019 dedicato a Emma e Marisol

Grande partecipazione nella V edizione. Commozione per le parole di Carlos França

Con grande successo e partecipazione, si è conclusa anche la V edizione del Natale dello Sportivo del CSI di Potenza, che si è tenuto giovedì sera presso la Chiesa S. Maria Assunta di Balvano. Quest’anno con una dedica speciale alle due stelle che vegliano dall’alto il CSI: Emma e Marisol, che sono state una parte attiva del Comitato, volate prematuramente tra gli Angeli del Cielo.

La Santa Messa è stata celebrata dal parroco del comune, Don Rocco Ossoa, e da mons. Agostino Superbo, arcivescovo emerito di Potenza, che ha così commentato: “Il CSI nasce con l’Azione cattolica che insegnava i valori positivi dello Sport. Bisogna dire sempre grazie al Signore per qualsiasi cosa facciamo ogni giorno. Complimenti a voi che mantenete questa tradizione,  guardando allo sport con spirito cristiano, di amore, fratellanza e rispetto, perché lo sport non fa bene solo al corpo, ma soprattutto all’anima”. 

Presenti all’evento diverse società sportive, la Piergiorgio Frassati, ASD Seventeen e Officina dello Sport Balvano, i loro ragazzi e le famiglie, nonché la comunità balvanese e la protezione civile da sempre accanto al CSI. Al termine della celebrazione il parroco ha ringraziato il CSI per aver coinvolto tutta la comunità, grazie anche al Sindaco, Costantino Di Carlo, amico del Centro Sportivo Italiano da diversi anni. 

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Da cinque anni condividiamo con il CSI prima ancora che lo sport, una scelta culturale, cioè come far crescere i nostri ragazzi e con quali valori. Molti dei nostri ragazzi, dopo alcuni anni di formazione nel CSI, oggi è chiamata a svolgere il ruolo di educatore per la nuova generazione. Il nostro comune a scelto di aderire alla rete delle “Città sane”, quelle che investono nel proprio futuro mettendo al centro della propria programmazione nuovi spazi verdi, mense scolastiche di qualità, progetti con la scuola, le famiglie, il mondo della cultura e dello sport. Facciamo parte di una di quelle città che investono nelle politiche solidali e nuovi spazi e momenti di aggregazione sociale, abbiamo accolto dunque i progetti del CSI con grande interesse, una scelta del presente ma che guarda al futuro”, ha affermato la consigliera comunale di Balvano, Rosa Simone.

Ritrovarsi ogni anno per la celebrazione natalizia, per la grande famiglia del CSI, è anche il momento per riflettere e cercare di capire perché organizziamo lo sport come associazione. Essere solamente allenatori, dirigenti, organizzatori sportivi, non basta. Se invece siamo e ci sentiamo educatori che hanno scelto lo sport per arrivare al cuore dei ragazzi della gente, e se siamo e ci sentiamo cattolici impegnati nella nostra comunità e nella nostra società, è tutto un altro discorso. Luigi Gedda, fondatore del CSI nel 1956 scriveva: «Tirare fuori un grande atleta è un obiettivo troppo modesto per la gente del CSI perché l’uomo non è stato creato da Dio per diventare un grandissimo atleta. Dio non si sarebbe scomodato per così poco. I ragazzi che abbiamo tra le mani potranno o non potranno diventare grandi atleti, ma di certo una parte della società la dovranno recitare: come padri o madri di famiglia, come operai, come professionisti, come cittadini e chissà magari persino come sacerdoti. Il CSI deve aiutare ogni ragazzo a trovare la sua vocazione nella vita, il CSI è nato per questo»”, è stato il commento di Andrea Schiavone, presidente del  comitato potentino del CSI.

Proprio sulla base di questo insegnamento, anche il CSI di Potenza si pone come obiettivo quello di prendere per mano, insieme, con coraggio il futuro dei ragazzi ma anche dei dirigenti e dei volontari. Un gruppo sportivo cristianamente ispirato diventa davvero un “cantiere di umanità” che lavora sulla qualità delle proposte attraverso le società sportive che siano comunità educanti, scuola di accoglienza, di dialogo e di solidarietà.

Prima del brindisi finale, la testimonianza del Bomber di Dio, Carlos França, giocatore del Potenza Calcio, che ha raccontato le fasi dalla scoperta della sua malattia fino all’incontro con Gesù.
In quel momento sono stato debole, ma allo stesso tempo mi sono sentito forte, perché ho conosciuto Gesù, e ho avuto un motivo in più per continuare a sperare. Ci sono dei momenti in cui ci sentiamo soli, non amati e non considerati. Ma Dio ci ama sempre e ci è vicino. Vi incoraggio dunque a continuare a credere nei vostri sogni, non rinunciate mai”.

Potenza, 21/12/2019

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