CIA AGRICOLTORI SU CALAMITA’ NATURALI, FILIERA ORTOFRUTTICOLA, MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

SCANAVINO (PRESIDENTE CIA-AGRICOLTORI) NEL METAPONTINO SPIEGA LA POSIZIONE DELLA CONFEDERAZIONE

Come affrontare le calamità naturali che colpiscono soprattutto gli imprenditori agricoli, i problemi della filiera ortofrutticola che nel Metapontino hanno come simbolo la fragola candonga e cosa attendersi dalla manovra economica di Governo (per la parte riferita all’agricoltura): sono i temi affrontati dal presidente nazionale della Cia-Agricoltori Dino Scanavino che è venuto oggi nel Metapontino per incontrare gli agricoltori danneggiati dalle calamità dell’11 e 12 novembre scorsi e i produttori associati ad Apofruit.  Accompagnato dai presidenti provinciali di Matera (Stasi) e Potenza (Lorusso) e dal direttore regionale Donato Distefano, Scanavino ha visitato alcune aziende tra Scanzano e Policoro, ribadendo l’impegno ad “incalzare” il Governo per consentire la ripresa. Poi ha partecipato ad un incontro nella sede dell’Apofruit.

“Le calamità naturali nel nostro Paese – ha detto Scanavino – si ripetono troppo frequentemente al punto di aver perso quel carattere di eccezionalità. Non è un caso che nei territori dove l’attività di manutenzione è svolta efficacemente, soprattutto grazie al ruolo degli agricoltori, autentici manutentori e presidi umani di aree interne abbandonate, i danni sono molto minori. Il Paese che vogliamo, come abbiamo chiamato la nostra proposta di programma che continuiamo a presentare e discutere in incontri in tutte le regioni, richiede dunque grande attenzione al governo del territorio, da realizzare con un Progetto di manutenzione da affidare ad un’Autorità Pubblica perchè la politica da sola non può farcela e con una serie di strumenti che mettano al centro l’imprenditore agricolo. Per questa ragione abbiamo chiesto di inserire nella manovra economica del Governo la possibilità che gli Enti Locali affidino in appalto ai titolari di aziende agricole servizi specifici di manutenzione. In presenza invece di calamità provocate da reali condizioni climatiche eccezionali, come è accaduto nel Metapontino  si rende indispensabile che si attivino le previste procedure finalizzate alla decretazione per il riconoscimento dello stato di calamità, e che contestualmente si rivedano normative e strumenti di intervento, inadeguati e lenti. Deve prevalere il principio che quando è danneggiata un’azienda è il Paese che va in difficoltà. E’ un problema nazionale”.

Per il presidente della Cia-Agricoltori inoltre “gli effetti del cambiamento climatico hanno prodotto danni consistenti proprio alla produzione ortofrutticola e di qualità del Metapontino. A poche settimane dagli “Stati Generali dell’ortofrutta”, la Confederazione – ha detto – rilancia il suo progetto di filiera corta che valorizzi i prodotti locali spingendo ulteriormente sulle filiere di qualità certificata per ampliare i flussi commerciali internazionali necessari a soddisfare la crescita di domanda globale di prodotti Made in Italy. Tutto questo con una solida alleanza a tre: agricoltori, consumatori, grande distribuzione commerciale. E poi: potenziare la fase di trasformazione su scala locale prevedendo misure e sistemi d’incentivo per la realizzazione di laboratori così da soddisfare la domanda proveniente dalle fasi a valle (distribuzione). Ed anche sviluppare iniziative e percorsi di programmazione tra filiere e ristorazione collettiva che riescano a remunerare l’intero sistema agroalimentare e territoriale.

Quanto alla manovra economica – ha aggiunto Scanavino – abbiamo chiesto al Governo di ragionare in merito alle tasse che si vorrebbe introdurre sulla plastica e sullo zucchero e di conseguenza sulle bevande zuccherate. Proponiamo che si approfondiscano gli effetti e quanto meno si spostino alla prossima Legge di Bilancio perchè siamo convinti che nessun beneficio diretto ed indiretto potrebbe venire per agricoltori e consumatori. Anzi temiamo che entri dalla finestra l’idea che il parmigiano e il pecorino siano meno dietetici della Coca Cola. Difendiamo infine a denti stretti i piccoli vantaggi di fiscalità previsti e per l’acquisto del gasolio agricolo”.

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