LUCA CARBONI A LUCCA COMICS AND GAMES CON LA SUA PRIMA PERSONALE “Bologna è un’immagine”

Dal 30 ottobre al 3 novembre, Palazzo Arnolfini , Lucca

“Mi piace l’idea che la pittura mi permetta di esprimere qualcosa

che non riesco a fare con le canzoni e viceversa.

 L’idea di essere libero di esprimere qualcos’altro

che mi appartiene ma che viene fuori solo così.

E mi sorprenda.

Però ci sono sicuramente tanti elementi che tornano in tutti e due i linguaggi,

mi scopro spesso, per esempio, a cercare di comunicare il “silenzio”

 sia in certe canzoni che in certi quadri”.

 

– Luca Carboni

Luca Carboni sarà ospite a Lucca Comics and Games con una sua personale, una selezione di 41 opere  dal 1998 al 2019. Per il pubblico sarà l’occasione per scoprire un altro lato della sua poetica, l’illustrazione e la pittura.

La passione di Luca Carboni prima per l’immagine e poi per l’illustrazione e la pittura, è nata abbastanza tardi, negli anni ‘80, in occasione della pubblicazione del suo primo album, quando si tese conto dell’importanza e dell’attenzione che doveva mettere sull’ immagine della copertina dell’album: la scelta delle foto, i colori, il lettering.

Racconta Luca Carboni: Fino a quel momento avevo pensato solo alla musica e alle canzoni. Di colpo mi resi conto che c’era anche un linguaggio visivo da mettere in campo per comunicare. E che dovevo gestirlo io, in prima persona se volevo che venisse fuori la mia essenza. Subito dopo ci fu da pensare al primo mio video del brano CI STIAMO SBAGLIANDO e d’istinto mi trovai con una matita in mano a disegnare le scene, lo “storybord”, che è quasi un fumetto con una storia, per fare capire al regista cosa avevo in mente! Così ho cominciato a disegnare. Da lì in poi non mi sono più fermato, ho sentito il desiderio di fermare delle immagini mie, le mie “visioni”. Così ho cominciato a fare esperimenti di pittura. Ci tengo a dire che ho vissuto fino ad oggi questa esperienza in una dimensione molto intima, senza l’obiettivo di renderla pubblica, di fare mostre o vendere quadri, per me è come fosse un diario intimo e privato. Sono molto emozionato perché questa esperienza di Lucca è la prima grande occasione per mostrare al pubblico ed anche a me stesso questo lungo viaggio, il percorso di tanti anni.

In occasione dell’uscita di PERSONE SILENZIOSE nel 1989 l’artista utilizzò non i suoi quadri, ma degli “schizzi” che aveva disegnato nei margini delle pagine in cui aveva scritto i testi. Disegni fatti quasi inconsciamente, in bianco e nero, mentre pensava alle canzoni.

Per CAROVANA nel 1998 invece realizzò un disegno un po’ più complesso, a colori, in cui stilizzava una coppia nel momento dell’attesa di un figlio. Una sua personale sacra famiglia.

Anche di recente, per SPUTNIK ha giocato ironicamente con disegni e autoritratti che si rifanno alla severa grafica sovietica degli anni 60/70 legata alla propaganda e all’ideologia.

Bologna è sempre stata una città molto viva e stimolante per il mondo dei fumetti. È sicuramente stata la mia vera scuola inconsapevole! Segni che ho impresso dentro! Penso che le immagini della mia pittura siano spesso aggrappate a tavole di fumetti dei miei amori da ragazzino per Tex Willer, Zagor, Alan Ford, Corto Maltese, Sturmtruppen ed altri ancora…

Anzi devo dire che ho accettato questa nuova esperienza al Lucca Comics proprio perché sento un grande legame tra il fumetto e la mia pittura: Andrea Pazienza, Bonvi, che frequentavo nella trattoria da Vito, insieme a Lucio Dalla e Francesco Guccini…

Luca Carboni nel corso degli anni si è avvicinato con maggiore attenzione anche alla storia dell’arte ? sono stato attratto dal “silenzio” metafisico di De Chirico, quello nelle nature morte di un altro immenso pittore bolognese, Giorgio Morandi. Ho scoperto la potenza della pop art, il recupero del primitivo e il cubismo di Picasso, Matisse…

Il tema che caratterizza ’edizione 2019 di Lucca Comic and Games è “Becoming Human”, cosa significa “essere umani”. Per Luca Carboni  Essere Umani  è ? “riuscire a rapportarsi ai limiti, ai difetti, agli errori, nostri e delle persone che ci stanno intorno. L’idea di riuscire a perdonare, a perdonarsi e magari essere perdonati. Con gioia.

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