POLIMEDICA-VILLAGGIO SALUTE MELFI: PROSEGUE CAMPAGNA MOBILITAZIONE

Un sopralluogo della Commissione dell’Asp di Potenza è atteso nell’attuale struttura del Poliambulatorio Polimedica di Melfi (via Buonarroti) che non ha ancora ottenuto l’autorizzazione al trasferimento nel Villaggio Salute del quartiere Bicocca della città. Per i dirigenti di Polimedica e di Sanità Futura – che giovedì 24 ottobre scorso hanno tenuto un sit-in davanti la sede degli uffici della direzione dell’Asp di Potenza, in via Torraca e successivamente sono stati ricevuti dall’assessore regionale alla Sanità Rocco Leone – si continua nell’attesa  che segna da troppi mesi la vicenda. L’ennesimo sopralluogo, più o meno legittimo, pure all’attuale struttura, tuttavia – dicono i dirigenti Polimedica e Sanità Futura – alimenta la nostra speranza di mettere fine, definitivamente, ad intralci, ritardi, ostacoli, inadempienze, sottovalutazioni, irresponsabilità per avere l’autorizzazione indispensabile a svolgere nella nuova sede l’importante attività al servizio dell’utenza di una vasta comunità. Per noi – aggiungono – si possono tenere tutti i sopralluoghi e i controlli che si vogliono, purchè si attuino i principi della trasparenza degli atti e della certezza dei tempi di conclusione rapida delle procedure. Siamo altrettanto convinti – è scritto nella nota – che l’attenzione mostrata dall’utenza di Melfi e del comprensorio in primo luogo ma più in generale della nostra regione (e non solo), il lavoro di informazione svolto dai mass-media che continuano a tenere alta l’attenzione, stiano dando il risultato voluto che è quello di avere trasparenza e la più rapida conclusione. Per questo – conclude la nota – invitiamo cittadini e istituzioni che ci sono vicini a “non spegnere la solidarietà” e continuiamo la mobilitazione che registra, ad oggi, circa 2 mila firme di adesione alla  petizione popolare “Vogliono farci morire. Aiutaci” . Come abbiamo scritto nella petizione: “Per quello che sta succedendo a Melfi, per quello che sta succedendo alla Polimedica, alle persone che vi lavorano e a tutte le persone che usufruiscono dei servizi di cura della propria salute, la vergogna dovrebbe sentirla chi ne è davvero responsabile!”.

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