MATERA | Mostra Oltrebleu, Silvio Cadelo, Pino Oliva, galleria OPERA, 19 Ottobre

Sabato 19 ottobre 2019 alle ore 19, presso la galleria Opera Arte e Arti, Via Ridola, 4 a Matera, si terrà l’inaugurazione della mostra Oltrebleu, Silvio Cadelo, Pino Oliva”. La mostra, con circa venti opere realizzate per l’evento, racconterà dell’incontro tra questi due artisti e come scrive il prof. Massimo Guastella , docente di Storia dell’arte contemporanea, dell’Università del Salento e curatore dell’evento: “Questi due artisti, alquanto anomali per il sistema dell’arte, disubbidienti le regole del mercato-finanza, mostrano una inconfondibile personalità, ambedue sono molto portati alla visionarietà, formulata con efficace immediatezza espressiva, ricca di fantasia, di qualità emotive. Più consistente e sofisticato l’uno, più immaginoso e spontaneo l’altro. Ben radicato nel genere del ritratto contemporaneo che tuttavia ambisce a trovare una nuova espressione più concettuale il primo; più vicino a un discorso poetico in transito fra tra pop art e neometafisica e neosurrealismo il secondo. Uno estrae dentro di sé, con lo strumento del pastello, “le signe de la vitalité irréductible de l’imaginaire”, per usare parole sue. L’altro spinge le tassellature cromatiche all’estrema traslazione della realtà urbana che lo circonda per suggerne nutrimento fantastico.”

Presenzieranno gli artisti, il curatore ed i galleristi Enrico Filippucci e Lucia Lorusso

Mostra : “OLTREBLEU, Silvio Cadelo, Pino Oliva” 

Curatore: Prof. Massimo Guastella

Progetto mostra: Enrico Filippucci/Lucia Lorusso 

Organizzazione: Opera Arte e Arti, Matera

Periodo: Dal 19 al 27 ottobre 2019

Esposizione: Galleria Opera, Matera, via Ridola, 4

orari: tutti i giorni 10–13/16-21 – Ingresso libero

info: Opera Arte e Arte, tel 0835.256473, info@operait.com335.7835212


BIOGRAFIE

SILVIO CADELO Artista inclassabile, attore, sceneggiatore, disegnatore, pittore, videasta, Silvio Cadelo nutre la sua opera di un immaginario singolare. « Rivoluzionario di professione » è cosi che si qualificava quando operava, nel teatro agit-prop d’ispirazione Brectiana negli anni 70. Nato a Modena nel 1948 , dopo le « belle arti» si consacra al teatro in qualità di scenografo, attore, regista e affiscista . Dopo un breve periodo di esitazione nella pittura si rivolge al fumetto. 

Della IX° arte lo attira l’aspetto popolare della sua diffusione « é un’arte della moltiplicazione, accessibile a tutti » spiegava in una intervista à «Scenario» nel 2003. «Quando ho avuto nelle mani Métal Hurlant, ho sentito che dovevo fare questo. Era quella l’epoca d’oro delle riviste in Italia, con Linus, Alter, e Frigidaire, con la quale ho collaborato con numerose illustrazoni». Agli inizi del 1980 l’editore Jean Annestay lo introduce in Francia, riedita il suo primo album, Skeol con la sceneggiatura di Antonio Tettamanti e lo presenta al suo futuro scenarista: Alessandro Jodorowsky, insieme al quale pubblicherà i due tomi della Saga d’Alandor per gli Humanoïdes Associés nella metà degli anni ’80. La sua creazione emblematica é “Vogliadicane” per l’editore Casterman, nella quale arricchisce il realismo della città parigina di un personaggio eponimo non-umano, unigambista e melanconico in fuga da un’altro mondo. L’ opera erotica di Cadelo é piu ancorata al reale e tuttavia ne capovolge la percezione. Con Il Fiore Innamorato, il regno vegetale fa irruzione in quello dei sensi umani. La libertà creativa domina l’opera di Cadelo nelle molteplici discipline che affronta . Nel 2006 publica il suo ultimo fumetto, Libera, dove svolge in una metafora grottesca, il tema ecologico e politico. Stimolato dai lavori di Gilles Deleuze e George Didi Huberman sull’arte e il cinema, riflette sulla scelta del fumetto divenuta ai suoi occhi troppo costrittiva pur considerandola una esperienza che ha maturato e arricchito il suo immaginario. Intorno al 2009 affronta su grandi superfici delle composizioni figurative sulla metamorfosi, la paternità, l’infanzia, l’alterità. Ma il problema della sua accesilbilità resta immutata per Cadelo che elabora una serie di «affiches pubbliche» su supporti  semplici. Parallelamente si dedica a una disciplina risolutamente moderna: la video-art.

PINO OLIVA Nasce a Matera il 4 agosto 1965.  Da sempre vocato alle arti visive, nel tempo sviluppa anche competenze di  art director e grafico, contaminandole con i linguaggi dell’arte. Lavora da oltre trent’anni anni nel mondo dell’immagine occupandosi di arte, progetti grafici, illustrazione, fumetti ed esponendo le sue opere in Italia e all’estero. Negli anni ‘90 è tra i primi artisti in Italia a occuparsi di arte digitale. Dal 1987, tra le sue importanti esposizioni: San Gimignano (SI) per il “Premio Celeste” (menzione speciale); Dubai, per la mostra di acquerelli a Le Rêve Dubai; Valencia in occasione di Plot Art Europa; Firenze (2005) per l’edizione italiana di Cow Parade e nel 2006 a Mombay per “Spirited Cities and City Spirits”  della Bajaj Art Gallery; a Matera nel 2019 per “Redbull Curates Canvas Cooler”. Molti suoi racconti a

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