CSAIL:  una cinquantina di titolari di aziende agricole e zootecniche della Val d’Agri attendono da 15 anni pagamento aiuti comunitari

Sono una cinquantina i titolari di aziende agricole e zootecniche della Val d’Agri che si sono rivolte al Csail per promuovere un’iniziativa di protesta per sbloccare pratiche di pagamento degli aiuti comunitari che risalgono a più di 15 anni fa. Lo riferisce il portavoce del Csail Filippo Massaro sottolineando che la situazione è diventata insostenibile. Si tratta per lo più di pratiche che hanno subito anche procedimenti di natura giudiziaria ma tutte passate in giudicato perché il ‘fatto non sussiste’ e gli agricoltori sono sempre in attesa di ricevere solo per i 15 casi evidenziati, complessivamente, alcune centinaia di migliaia di euro. Nonostante numerosi atti stragiudiziali, di diffida e messa in mora avviati nei confronti di Ueca ed Agea, i titolari delle aziende continuano a subire danni ingenti.  E’ sempre la macchina amministrativa dell’Agea-Ueca che – sottolinea Massaro – avrebbe dovuto cancellare definitivamente l’esperienza dell’Arbea di cui i segni sono ancora sin troppo evidenti a produrre gli effetti negativi sia in riferimento agli iter burocratici e ai processi di autorizzazione sia relativamente alla gestione delle risorse pubbliche. Per non parlare del personale e degli strumenti informatici ereditati sempre dall’Arbea. Confidiamo nell’assessore all’Agricoltura Francesco Fanelli perchè possa disporre il rapido superamento di questo vergognoso ritardo che si ripercuote direttamente su piccoli produttori agricoli “stremati” dai prestiti bancari a cui hanno dovuto far ricorso, per non parlare del ricorso, purtroppo, ad usurai. E’ necessario procedere ad una revisione dell’organizzazione istituzionale che, a livello regionale, deve sostanziarsi in una riorganizzazione del Dipartimento delle Politiche Agricole e Forestali, rivoltando “come un calzino” la struttura dell’ente pagatore, dopo la chiusura di Ueca e l’affidamento della gestione di tutti i procedimenti amministrativi direttamente ad Agea, con il conseguente trasferimento del personale nell’organico del Dipartimento Agricoltura, per le funzioni di controllo e vigilanza, ridando efficacia ed efficienza a tutte le politiche di sostegno e sviluppo delegate alla regione. Gli obiettivi centrali da raggiungere sono la semplificazione e l’ efficienza, mettendo alle perverse lungaggini ed ai meccanismi burocratici conosciuti con un termini incomprensibili agli agricoltori (es… algoritmi) ed il cui significato è stato estremamente chiaro: ritardi, ritardi e ritardi nel ricevere gli aiuti riconosciuti dall’Unione Europea, che hanno caratterizzato la programmazione 2014/2020 della Regione Basilicata.

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