Ass. Lucani nei Balcani: Cresce export alimentare sud Italia

E’ sempre l’alimentare italiano e nello specifico del Sud a rappresentare la richiesta maggiore sui mercati dei Paesi Balcanici e della Romania dove lo scorso anno l’export di prodotti alimentari “made in Italy” ha raggiunto i 323,6 milioni di euro, a cui aggiungere 46 milioni di euro di bevande (vino innanzitutto). Per rafforzare la presenza delle produzioni alimentari specie della Basilicata e del Sud l’Associazione Lucani nei Balcani dal “quartier generale” di Palazzo Italia a Bucarest ha intensificato la collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi e Casa Rinaldi che con la sua presenza in 110 Paesi nel Mondo possiede il più “” autentico passaporto “” di originalità nella gamma dei suoi prodotti tipici e di qualità Italiani distribuiti al Mondo.

Il nostro Paese – sottolinea Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia, impegnato a mettere a punto una “piattaforma” per la vendita dei prodotti alimentari lucani di qualità prima di tutto ed Italiani più in generale – è da oltre 10 anni il principale Paese investitore in Romania per numero di aziende registrate. Moltissimi sono i settori strategici che nei prossimi anni potrebbero rappresentare il volano per un ulteriore consolidamento della nostra presenza imprenditoriale, grazie alle opportunità dischiuse dai fondi europei, dai programmi di privatizzazioni, dalle prospettive di ammodernamento della rete infrastrutturale e dei trasporti, dal buon tessuto industriale esistente e dalla grande disponibilità di risorse agricole e minerarie. Uno dei settori più promettenti è senz’altro quello agro-industriale. Esso costituisce infatti un asset strategico per l’economia del Paese, alla quale contribuisce con una quota consistente del PIL, e un target per gli investitori in considerazione di diversi fattori quali: la buona qualità del terreno, il suo costo particolarmente contenuto rispetto alla media degli altri Paesi europei, la possibilità di accedere ai fondi dell’Unione Europea e le opportunità dischiuse dalla PAC 2014-2020. Le Autorità romene puntano sulla ristrutturazione delle piccole e medie imprese agricole e, al contempo, sull’ammodernamento del sistema di irrigazione e sullo sviluppo dei servizi legati alla agricoltura quali l’agro-processing, soprattutto in segmenti in cui il nostro Paese eccelle come, ad esempio, quello della c.d. “catena del freddo” e del packaging. L’Italia, infatti, occupa la prima posizione nella classifica dei principali Paesi investitori in terreni agricoli romeni, con quasi il 30% del totale della superficie agricola detenuta da stranieri in Romania. Seguono la Germania e i Paesi Arabi. Da anni importanti imprese italiane sono presenti nel Paese con ottimi risultati.

Per noi – commenta Enza Barbaro presidente delegazione Fic Romania – la nuova offerta di gastronomia lucana ed italiana è motivo di grande soddisfazione per intensificare l’attività di promo-commercializzazione delle produzioni tipiche e di qualità della nostra regione. I piatti tipici che presentiamo in Romania sono il migliore modo per far conoscere i nostri prodotti alimentari. Secondo l’Ice l’export agroalimentare italiano in Romania è in crescita tra il 10 e il 20% nel giro di un anno. Solo la Basilicata ha un giro di export di 1,2-1,4 milioni di euro l’anno. Quanto al turismo proiettato verso Matera 2019, con l’enogastronomia che fa da attrattore, i flussi di visitatori dai Balcani verso l’Italia e la Basilicata – sottolinea – è necessario ancora uno sforzo con una presenza costante degli sportelli turistici Italiani e regionali, presso Palazzo Italia.

La Delegazione Fic per la Romania tiene corsi e lezioni teoriche e pratiche e sessioni di formazione alla cucina mediterranea. Tra gli obiettivi far conoscere le produzioni agroalimentari e vitivinicole lucane ed italiane, con particolare riferimento ai prodotti di qualità certificata; valorizzare il saper fare italiano; diffondere i valori unici della Dieta Mediterranea; presentare l’offerta formativa del nostro Paese nel settore enogastronomico; rafforzare la presenza della cucina italiana all’estero anche attraverso le attività di specializzazione dei giovani cuochi e la presentazione dell’offerta della ristorazione italiana di qualità; infine promuovere i “percorsi del gusto” in Italia per i turisti.

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