Carenze personale medico UOC Neonatologia e TIN (Terapia intensiva neonatale) dell’AOR “San Carlo”

Il Dg dell’AOR ‘San Carlo’, Dr. Massimo Barresi: “Si è invano cercato di attingere alle graduatorie di altre aziende. Numerosi e continui gli sforzi dell’Azienda per reperire con ogni procedura prevista dalla legge, le risorse occorrenti, non ultima la procedura concorsuale avviata conseguentemente all’esito infruttuoso della procedura di mobilità intra ed extra regionale”

Potenza 24 giugno 2019 – La situazione di criticità dell’UOC Neonatologia e della TIN (Terapia  intensiva neonatale dell’AOR San Carlo per carenza personale medico è all’attenzione del Direttore Generale dell’AOR San Carlo, dr. Massimo Barresi, fin dai primi giorni del suo insediamento a gennaio scorso. “Numerosi e continui – ha ribadito – 0gli sforzi dell’Azienda per reperire con ogni procedura prevista dalla legge, le risorse occorrenti, non ultima la procedura concorsuale avviata conseguentemente all’esito infruttuoso della procedura di mobilità intra ed extra regionale”.

La sempre crescente esiguità di personale medico con specialità in neonatologia/pediatria potrebbe non garantire al meglio la normale continuità assistenziale, nonostante la disponibilità a tutt’oggi richiesta e assicurata dal personale in carico all’Azienda. Attualmente sono 5 le unità in servizio, ma solo 3 assicurano, tra l’altro, la copertura di turni h24 per il Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale (STEN), anch’esso in capo all’AOR San Carlo.

Espletato il concorso a luglio del 2018 per 8 posti, solo 3 hanno preso servizio (di cui un solo pediatra rimasto in servizio a Potenza), è in fase di espletamento un ulteriore concorso.

Nell’attesa l’Azienda si è impegnata per attingere alle graduatorie di altre aziende. In particolare, il 16 gennaio 2019 è stata inviata richiesta di graduatorie valide di pediatria/neonatologia a tutte le Aziende Sanitarie Italiane per il tramite degli Assessorati alla Sanità. Ha dato riscontro solo l’ASL di Pescara ma nessun candidato dei due in graduatoria ha accettato. Ulteriori richieste di accesso alle graduatorie, senza esito, sono state fatte a febbraio alle Asl Napoli 1 che non ha inviato la graduatoria e all’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino che ha inviato la graduatoria con 22 idonei dei quali nessuno ha accettato.

L’avviso di mobilità del 21 febbraio 2019 è andato deserto. A marzo è stata richiesta  graduatoria per disciplina di neonatologia all’AO Santobono di Napoli che dopo diversi solleciti ha inviato il 5 giugno la graduatoria con 64 idonei, ma nessuno ha accettato. Nessun riscontro ha avuto la richiesta a maggio della graduatoria di neonatologia all’Azienda Ospedaliera Rummo di Benevento. Infruttuosa anche quella fatta a marzo all’Azienda Ospedaliera di Cosenza, in quanto già tutta utilizzata. Un sollecito è stato formalizzato all’AOU Federico II che non ha inviato la graduatoria.

Inoltre sono state avviate numerose interlocuzioni con altre aziende sanitarie (in particolare della Regione Campania e della Regione Puglia) finalizzate a verificare la possibilità di stipulare apposite convenzioni per l’acquisto di prestazioni in regime libero professionale. Ma i tentativi di addivenire alla sottoscrizione di rapporti convenzionali non hanno sortito gli effetti auspicati.

Al riguardo, solo l’Azienda Universitaria Federico II di Napoli si è resa disponibile a collaborare con il “San Carlo” per la risoluzione della problematica, con la messa a disposizione di propri medici specialisti in Neonatologia e esperti in rianimazione neonatale e terapia intensiva richiedendo, tuttavia, quale corrispettivo, l’importo lordo di 120 euro per ora, oltre il rimborso delle spese viaggio, con una disparità tariffaria rispetto alle disposizioni regionali e del contratto collettivo per la dirigenza medica, che prevedono una tariffa di 60 euro lordi a ora.

“A fronte di tale situazione, rimane fermo l’impegno dell’Azienda – ha ribadito il dr. Barresi – per garantire la migliore assistenza ai cittadini, pur tenendo conto degli aspetti economici. Intanto continua la ricerca di specialisti attraverso continui contatti con la società scientifica nazionale di neonatologia e pediatria”.

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