“Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota…”, 25 anni dalla morte di Senna

25 anni fa, ad Imola alle ore 14.18, il mondo della Formula 1 cambiava radicalemente e perdeva per sempre il suo campionissimo, Ayrton Senna la cui vita si è fermata alla curva del Tamburello,  del circuito di Imola domenica 1 maggio 1994. Un gran premio maledetto quello di Imola del 1994. Incidenti e morte segnarono infatti già le prove di qualificazione. A perdere la vita fu Roland Ratzenberger che si schianto’ contro un muro, mentre un incidente alla partenza, provocò il ferimento di 4 spettatori di cui uno finì in coma. E purtroppo 15 minuti piu’ tardi avvenne quello che nessuno avrebbe mai immaginato. Senna si schianta contro un muretto di protezione di una delle curve più veloci del circuito di Imola, a causa del cedimento del piantone dello sterzo della sua Williams, modificato il giorno precedente proprio su richiesta dello stesso Senna. Un gran premio segnato, dopo quel momento, dalla speranza di avere notizie positive dall’ospedale dove era stato ricoverato il campione, notizie positive che non giunsero mai. Fu la la Dottoressa Maria Teresa Fiandri ad annunciare alla stampa la morte del campione. Un gran premio che cambio’ profondamente la Formula 1,dopo di esso si modificarono infatti diverse regole soprattutto quelle riguardanti la sicurezza delle piste. Sono trascorsi 25 anni da quel 1 maggio ma la memoria del grande Senna è ancora viva in tutti gli appassionati di questo sport, che ricordano gli indimenticati momenti che Ayrton ha regalato grazie alla sua formidabile destrezza. Un campione non solo sulle piste ma anche nella vita. Tante le donazioni che il pilota aveva elargito ma che tenne sempre nascoste mentre era in vita e nel testamento grosse somme furono destinate a opere di beneficenza. Tale generosità rivive nella Fondazione Ayrton Senna, un ente senza scopo di lucro, creato nel 1994 proprio da Viviane Senna, sorella del campione, che dà la possibilità ai ragazzi brasiliani meno abbienti di studiare e di sviluppare le loro abilità e talenti.

“La realtà è che ho imparato molto. E deve essere così. Se un giorno smetti di imparare sei finito, la parabola discende. Non mi sento arrivato”

Ayrton Senna

 

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