I riti della Settimana Santa a Pisticci

Struggenti riti, tra fede, storia e tradizione, rivissute attraverso la Passione di Cristo. I riti della settimana santa a Pisticci, si ripropongono puntualmente ogni anno, attraverso emozioni da vivere e una spiritualità tutta da scoprire. Un’aria impregnata di fede e di dolore, si avverte in ogni angolo della città. Riti espressivi di una civiltà, di una antica cultura, di un sentimento di pietà misto di religiosità popolare. Un appuntamento con fede e storia per perpetuare momenti spirituali e penitenziali sempre ricchi di fasciono arcano che si perde nei tempi. In questo contesto, Pisticci ha avuto sempre un ruolo di primo piano e la sua settimana santa può sicuramente essere definita straordinaria. In centro, come a Marconia, lo Scalo e Tinchi, l’evento è soprattutto sinonimo di grande riflessione, toccando altissime punte di partecipazione e coinvolgimento. Quest’anno i riti pasquali registrano la novità dei nuovi parroci nominati dal Vescovo: don Rosario Manco alla Parrocchia S.Pietro e Paolo, don Antonio Di Leo a Cristo Re e don Giuseppe Ditolve allo Scalo. Manifestazioni che hanno preso il via la Domenica delle Palme per concludersi 7 giorni dopo con l’apoteosi della Resurrezione. Con la funzione serale del giovedì santo, si entra nel vivo quando la gente, nelle chiese delle parrocchie di appartenenza, partecipa al rito della lavanda dei piedi, prima delle grandi rappresentazioni serali con la visita ai Sepolcri nelle varie chiese cittadine e la veglia notturna a Gesù morto. L’appuntamento più importante col momento più spirituale e più atteso, il gran giorno dei Misteri del venerdì santo, con la solenne processione serale con un lungo, lento, mesto corteo accompagnato dalle note funebre della banda cittadina e da canti tradizionali che, partendo dalle varie parrocchie, si incontra e si fonde in piazza S.Rocco, percorrendo poi le più importanti vie del centro dietro i simulacri dell’ Addolorata e del feretro di cristallo di Gesù morto, portati a spalla da devoti e scortati da donne vestite di nero, dietro cui si muove tutta la città. Il lungo corteo termina a sera tardi nella piazza Umberto, con la benedizione e lo scioglimento delle processioni che separatamente raggiungono le proprie sedi. Rito di grande commozione che si perde nei secoli, estremamente seguito e sentito, celebrato solennemente anche in altre parti del territorio a testimonianza di come qui, fede e religiosità siano sentimenti ben radicati e sempre forti. Fino agli anni 70, le processioni dei Misteri, precedute dai “troccolanti”, erano addirittura 4. Successivamente, la processione è diventata unica e più solenne. Suggestive e piene di fascino, anche i riti del Gesù morto, a Marconia e a Pisticci Scalo dove sono registrate anche altre iniziative per il periodo pasquale. La settimana santa si conclude con momenti di grande riflessione e preghiera durante il silenzio liturgico del sabato, preludio alla Pasqua di resurrezione. MICHELE SELVAGGI

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