L’Aquila: Dieci anni da quella terribile notte. La lettera del Papa

Dieci anni, e ancora tanto deve essere fatto per la ricostruzione dell’Aquila. Dieci anni da quella terribile notte he ha strappato alla vita 309 persone. Una silenziosa e partecipatissi,a fiaccolata per le vie dell’Aquila ha ricordato a tutti il dolore di quella notte e il dolore che da quella notte ha  invaso la città. Un dolore che però i cittadini dell’Aquila hanno trasformato in forza, forza per ricomonciare, nonostante le promesse istituzionali di una ricostruzione imminente.  ” La ricostruzione deve andare a pieno regime, i cantieri devono diventare simbolo e incentivo per la speranza. ” ha dichiarato il Presidente della Repubblica  Mattarella. “Nessuno può dimenticare, perché in Abruzzo “molto deve essere fatto”. “La Repubblica non dimentica. – continua il Presidente – I giovani de L’Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto del 2009 hanno diritto alla rinascita delle loro città, dei paesi, delle comunità”, dice, aggiungendo che “pensare al domani, e non soltanto all’oggi, è il nostro impegno davanti alle nuove generazioni”. Ma il capo dello Stato lancia anche un monito diretto alle attuali forze politiche: “La ricostruzione resta una grande sfida nazionale. È affidata alla responsabilità delle istituzioni, a tutti i livelli, che devono assicurare sostegno ai progetti, certezza e continuità nelle risorse, trasparenza nella gestione”, scrive. Il motore, insomma, deve essere portato a “pieno regime”.  Anche il Papa h avoluto ricordare le vittime del terromoto. lo ha fatto attraverso una lettera scritta per gli aquilani. “Cari aquilani, – scriveil Pontefice – il vostro arcivescovo, cardinale Petrocchi, mi ha portato i vostri cordiali saluti, che ricambio sentitamente. In questi giorni ricorre il decimo anniversario del sisma che ha devastato la vostra città e il territorio che la circonda, seminando distruzione e morte. Prego per tutte le vittime di quella tragedia e per le loro famiglie”. “Accompagno con viva partecipazione, il faticoso cammino che vi impegna a ricostruire – bene, rapidamente e in maniera condivisa – gli edifici pubblici e privati, come anche le chiese e le strutture aggregative. Il Signore Risorto doni a tutti e a ciascuno la luce e la forza per rendere sempre più coesa e creativa la vostra comunità ecclesiale e sociale, facendovi, così, coraggiosi testimoni di operosa legalità, di fattiva sinergia e di fraterna solidarietà. Chiedo alla Vergine di accompagnarvi e vi benedico tutti con affetto. E anche voi, per favore, pregate per me”. Il Papa ha annunciato inoltre che il 16 giugno si recherà in visita nelle zone terremotate della diocesi di Camerino-San Severino Marche.

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