ACQUEDOTTO LUCANO: DA LUGLIO IN ESERCIZIO IL NUOVO CICLO DELLA DEPURAZIONE ALL’IMPIANTO “PANTANO” DI MATERA

Sopralluogo dell’amministratore unico, Marchese, e dell’assessore all’Ambiente, Tragni

Proseguono i lavori in località Pantano, a Matera, dove sono in via di realizzazione gli interventi per adeguare e potenziare l’impianto di depurazione, i cui reflui confluiscono nel torrente Gravina.

Nei giorni scorsi l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, Giandomenico Marchese, e l’assessore comunale all’Ambiente, Giuseppe Tragni, hanno effettuato un sopralluogo al cantiere dell’impianto ed hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori.

Si tratta di un progetto dell’importo complessivo di 4.835.000 euro, proposto dalla Regione Basilicata e finanziato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del Piano Sud, il cui soggetto attuatore è Acquedotto Lucano Spa.

Grazie a questo progetto, l’impianto di trattamento reflui a servizio di una parte consistente dell’abitato di Matera e le cui fognature raggiungono contrada Pantano, subirà una serie di adeguamenti funzionali del ciclo di depurazione e potrà rispondere pienamente agli standard normativi.

La progettazione è stata eseguita tenendo conto anche del fatto che, a Matera, la rete delle acque piovane coincide in più punti con quella delle acque nere e che, pertanto, nei periodi di maggiori precipitazioni all’impianto di depurazione arrivano volumi consistenti di reflui. Infatti, a fronte dell’attuale capacità di 28.000 abitanti equivalenti, con gli investimenti in corso l’impianto sarà in grado di trattare i reflui prodotti da 34.000 abitanti equivalenti.

Pur ricadendo in un’area classificata come “non sensibile”, l’impianto potrà assicurare valori di emissioni molto più bassi di azoto, fosforo e solidi sospesi, non superiori ai limiti previsti per le aree cosiddette “sensibili”. Inoltre, per ottenere un funzionamento ottimale saranno installati un sistema cosiddetto di “deodorizzazione” ed un sistema di trattamento che utilizza diffusori di ossigeno sommersi, in grado di evitare i fastidi dovuti alla diffusione di aerosol tipici delle turbine superficiali.

L’intervento comporta la sostituzione dell’impiantistica elettro-meccanica con l’introduzione di sistemi di nuova generazione, molto più efficienti dal punto di vista dei risultati ambientali, nonché in termini di risparmio energetico.

“Pensiamo di terminare le opere entro il prossimo mese di luglio – afferma l’amministratore unico Marchese – e successivamente ci sarà un periodo di avvio all’esercizio. Quello di Pantano, è il primo di tre bandi di gara che consentiranno alla città di Matera di fare affidamento su opere di collettamento e depurazione che non impattino sull’ecosistema della Gravina e dei Sassi e che, in tempi brevi, superino le attuali criticità. Infatti, il servizio di depurazione – conclude Marchese – è assicurato anche dagli impianti di località Sarra e Lamione, e da quelli dei borghi Venusio e La martella. I premi tre rientrano nei finanziamenti del Piano Sud, per un importo complessivo di ben 10 milioni di euro”.

“La salubrità delle acque del torrente Gravina – sottolinea l’assessore all’Ambiente del Comune di Matera, Giuseppe Tragni – è un elemento fondamentale per l’ecosistema urbano e naturale dei Sassi e del Parco della Murgia. Il Comune di Matera attende che la Regione Puglia faccia la sua parte per permettere il disinquinamento a monte del torrente. Grazie all’ottimo lavoro di Acquedotto Lucano, noi stiamo facendo quello che dobbiamo per superare le criticità. Auspichiamo che anche gli altri soggetti interessati operino con la stessa celerità e competenza”.

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