Diabete Tipo 1: ci si mette anche la burocrazia

I soci materani di AGGD Basilicata denunciano ritardi nelle forniture del materiale

Per sopravvivere e vivere una vita normale, gli individui affetti da Diabete di tipo 1 hanno la necessità di avere accesso al materiale di base necessario alla terapia: un glucometro, le striscette per il test della glicemia, una siringa di glucagone per le emergenze. Tutto questo è sancito dalla Carta dei Diritti dei malati di Diabete Tipo 1 che spiega anche il significato del termine “accessibile”: accessibile vuol dire che il costo del materiale non compromette la spesa quotidiana.

Oggi, le nuove tecnologie consentono di aver accesso a sistemi più avanzati di gestione e monitoraggio della patologia. Le classiche striscette sono sostituite dai più efficaci sistemi di monitoraggio h24 della glicemia e le siringhe pre-riempite di insulina da microinfusori di insulina.

Per i pazienti diabetici, attraverso una richiesta delle Asl e partecipando a bandi di gara, la Regione mette a disposizione questi strumenti e tali forniture con cadenza solitamente trimestrale o semestrale, e vengono fornite direttamente a casa dei pazienti o da ritirare presso le Asl.

Da circa un paio di mesi i soci materani dell’Associazione di Genitori e di Giovani Diabetici della Basilicata, denunciano di non ricevere costantemente le forniture da parte dell’ASM. Quello che i pazienti hanno riferito all’Associazione, denota un malcontento che evidenzia l’assurdità del fatto. È impensabile sospendere la somministrazione di insulina o anche sopperire alle mancate forniture ricorrendo al prestito o scambio degli stessi materiali con altre persone con diabete. Resta inoltre poco comprensibile la causa di questi ritardi. Alle richieste di chiarimento mosse dai soci di AGGD Basilicata agli operatori dell’ASM, vengono date risposte diverse e talvolta contrastanti tra loro.

L’Associazione intende approfondire la situazione e sottolineare che talvolta banali norme burocratiche rischiano di ledere il diritto del paziente all’accesso alle cure e alle nuove tecnologie (nuovi sensori e nuovi sistemi di monitoraggio che potrebbero aiutare molto la vita di un diabetico).

L’Associazione vuole altresì far notare che l’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolar modo di quelle per il monitoraggio glicemico, può richiedere un notevole sforzo da parte del paziente diabetico per integrare tale tecnologia nel proprio stile di vita. Risulta quindi impensabile e deleterio interromperne l’utilizzo se non per motivi rilevanti dal punto di vista della gestione della patologia.

Potenza, 01 aprile 2019

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