La carovana Interreg fa tappa in Montenegro Comune di Gravina e Parco a confronto con gli altri partner del progetto

Un incontro per fare il punto sull’attuazione dei programmi in fase di attuazione e gettare le basi per nuove iniziative.

I partner del programma “Interreg IPA II Italia-Albania-Montenegro”, tra i quali il Comune di Gravina in Puglia ed il Parco nazionale dell’alta Murgia, si sono ritrovati nei giorni scorsi nella cittadina montenegrina di Tuzi per un confronto sull’iter delle azioni pianificate nelle diverse realtà territoriali, oltre che per mettere in cantiere ulteriori interventi nell’ambito del piano di cooperazione transfrontaliera che punta allo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti, in vista dell’adesione di Albania e Montenegro all’Unione Europea. A rappresentare il Comune gravinese, l’assessore alla programmazione, Felice Lafabiana, ed il dirigente dell’area amministrativa, Vito Spano. Con loro, per il Parco, il presidente vicario dell’ente, Cesareo Troia, ed il dipendente Giuseppe Loglisci. «L’approccio del progetto – ricorda Lafabiana – è basato sullo sviluppo locale di tipo partecipativo, con lo scopo di creare sistemi di accoglienza che aprano le comunità verso nuovi flussi turistici. In quest’ottica, nelle comunità locali interessate si sta dando vita ad una destinazione turistica di comunità accessibile e sostenibile transfrontaliera per accrescere i flussi in particolare del settore del turismo accessibile, rappresentato da tutti i servizi e strutture che consentono a persone con esigenze speciali di godere in maniera soddisfacente della propria vacanza, senza ostacoli, in maniera autonoma e confortevole».  Un obiettivo da centrare, a Gravina, garantendo la piena accessibilità dell’area di Capotenda. Al riguardo, di recente la giunta comunale presieduta dal sindaco Alesio Valente ha già dato il via libera alla progettazione esecutiva e sottoscritto un’apposita convenzione con i privati proprietari del parco naturalistico. Prima di far partire la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, interamente finanziati con fondi europei, sarà necessario attendere il parere della Soprintendenza. Dopo di che, aggiunge Lafabiana, «si passerà alla fase operativa: sono tra l’altro previste l’installazione di rampe in legno per il superamento delle barriere architettoniche, l’allocazione di servizi igienici, la sistemazione degli ipogei per renderli idonei alla preparazione e degustazione di prodotti tipici, l’individuazione di aree di sosta per autoveicoli, la recinzione degli accessi al sito».

Intanto, la macchina dell’Interreg gira a pieno regime. «A Maggio ci ritroveremo in Albania – aggiunge Lafabiana – per nuove verifiche e per avviare un dialogo che consenta di stringere accordi che vadano anche oltre la durata del progetto in corso, per non disperdere il patrimonio di relazioni e competenze messo insieme in questi mesi». Come quelle ad esempio coltivate – sempre nell’ambito dell’Interreg – da Marcello Benevento e Mario Panzini, componenti della Dmo (Destination management organization), l’organismo istituito per favorire l’integrazione dei servizi offerti dagli operatori che agiscono all’interno della filiera turistica locale, in questi giorni impegnati (nella città albanese di Scutari) in attività formative sulla valutazione dell’impatto del turismo sui sistemi locali e sull’instaurazione di rapporti con i portatori di interessi locali, oltre che sullo sviluppo del prodotto turistico, sul marketing e sulla gestione di infrastrutture e servizi.

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