Lo zafferano made in Basilicata piace ai buyers cinesi in visita all’Alsia di Metaponto

Lo zafferano prodotto in Basilicata pronto a conquistare la Cina. L’estesa rete di monitoraggio della qualità e gli standard internazionali utilizzati dai laboratori dell’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, hanno suscitato l’interesse di buyer cinesi. Accompagnati dallo chef italiano Paolo Dodaro, vincitore di “Master chef Cina”, e particolarmente interessati allo zafferano per impieghi medici e farmaceutici attraverso – secondo quanto da loro stessi dichiarato – la più grande società farmaceutica cinese con sede a Shangai – nei giorni scorsi i buyer hanno fatto visita al Centro ricerche Metapontum Agrobios dell’Agenzia, insieme a una delegazione di funzionari della Regione Basilicata.

Nel corso dell’incontro, dirigenti e tecnici dell’Alsia hanno illustrato il ruolo dell’Ente per l’agro-industria lucana, per la sperimentazione e il trasferimento delle innovazioni in agricoltura, e nell’assistenza tecnica specialistica alle imprese agricole.

Si è poi fatto il punto sullo stato dell’arte della filiera dello zafferano in Basilicata, sulla sua diffusione, sulla consistenza delle imprese che si cimentano nella produzione, e sull’assistenza tecnico-scientifica che l’Alsia assicura ai coltivatori di zafferano, tramite le sue Aziende sperimentali presenti sul territorio e i laboratori chimico-analitici di Agrobios.

Interlocutori cinesi molto colpiti dalla qualità del supporto che l’Alsia fornisce alla filiera dello zafferano lucano, nonché dalla completezza degli strumenti impiegati: ricerca, innovazione, servizi, consulenza, organizzazione della filiera, formazione. D’altra parte i risultati registrati annualmente confermano questa lettura, con quasi il 100% dei campioni di zafferano analizzati che si posizionano in prima categoria, la migliore delle 4 previste dallo standard ISO.

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