Le “Pietre” che suonano nei “Sassi” il 26 gennaio a Palazzo Gattini

Le “Pietre” che suonano nei “Sassi” questo il titolo del concerto del Maestro Donato Divittorio , in programma per il 26 gennaio alle ore 19.00, a Palazzo Gattini, Piazza Duomo 13. Il musicista e scultore si esibirà con uno strumento unico al mondo, il  Divittofono, da lui creato con elementi estratti da pietre del Giurassico Inferiore.

L’evento è organizzato dell’Associazione Culturale “Noi che l’Arte” e da Palazzo Gattini. L’organizzazione è a cura di Massimo Diodati che, per una maggiore fruibilità, ha dotato l’evento di audioguida gratuita offerta  da eXibo Smart Guide che permette di “connettersi” per le notizie con un Bar-code appositamente ideato per la manifestazione.

Il maestro Donato Divittorio sarà affiancato dal m° Paolo Battista alla Chitarra, e dal soprano Nadia Divittorio. Saranno eseguite musiche di: Tomaso Albinoni – Anonimo – Pëtr Il’ič Čajkovskij  – Ludwig Van Beethoven – Donato Divittorio.

I suoni della Le “Pietre” che suonano nei “Sassi” si ascolteranno attraverso le note di questo strumento musicale, unico al mondo, battezzato “Divittofono” in onore del suo inventore .

Ingresso libero.

Note sul maestro Donato Divittorio:

Una vita dedicata alla musica e all’arte. Rutiglianese ma residente a Mola, 70 anni, sposato, diplomato presso il conservatorio “Piccinni” di Bari, a soli 25 anni ha ricoperto il ruolo di 1° flauto dell’Orchestra Sinfonica di Bari. Ha suonato con il suo flauto “Jupiter di Medici” in oro 18 KT con grandi direttori quali Delman, Fistulari Rota, Ferro, Leibowitz, riscuotendo vivo apprezzamento per le sue qualità di virtuoso e di musicista e meritando così, di essere citato tra i grandi Maestri del flauto da Mariaena Kessick. Un musicista con la passione per la scultura, un geniale artista multimediale, creatore di opere in pietra che “cantano” e nello stesso tempo “incantano”, flautista e scultore, capace di far “cantare” anche le pietre più dure. Nelle sue mani virtuose, la fredda pietra si anima e trasmette sonorità inimmaginabili.

“È possibile riportare le stesse vibrazioni del flauto traverso, alla pietra?”  È quello che il maestro verifica e dimostra nelle sue sculture su fossili del giurassico inferiore. Melodiose armonie immobili nelle loro vibrazioni.  E questa era la domanda che ci si poneva a proposito delle sulle pietre che allora …“suonavano”! A distanza di cinque anni, lo stupore per la ricercatezza dei suoni che deliziano gli ascoltatori  ottenuti da questo strumento innovativo e unico al mondo, realizzato con pietre pugliesi in gran parte del giurassico inferiore, lavorate sapientemente e in modo certosino, è la risposta alla grande passione del maestro  Divittorio, che incredibilmente, riesce a “cavare da esse” esclusive celestiali melodie.

                                                                                                      Massimo Diodati

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