Vertenza Gruppo Serramarina, Cifarelli partecipa a tavolo crisi

L’assessore regionale alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca, Roberto Cifarelli ha partecipato nella sede di Matera della Regione Basilicata, ad un tavolo di crisi per discutere della situazione del Gruppo Serramarina “in ordine alle prospettive occupazionali e di sviluppo del territorio, minacciate – ha spiegato – dall’evoluzione dei rapporti con Unicredit Banca e con il Ministero dello Sviluppo Economico. Il rischio è quello di un tracollo finanziario, che coinvolgerebbe 69 dipendenti delle società, tra amministrativi e operai, che tra l’altro non ricevono stipendi dal marzo 2018, ma che stanno continuando a lavorare perché credono – evidenzia l’assessore – nella realizzabilità di un progetto avviato negli anni scorsi. Ma il contenzioso con l’istituto bancario e con il Ministero, che blocca di fatto i canali di finanziamento, finirebbe per coinvolgere anche le 20 imprese locali che, a loro volta, hanno impiegato decine di dipendenti nell’esecuzione dei lavori e che a ragione di ciò vantano importanti crediti. Cercheremo, insieme, di trovare una soluzione ad una vertenza sicuramente molto difficile”. “Oggi – hanno evidenziato i rappresentanti del Gruppo Serramarina nel corso dell’incontro – molte aziende rischiano il fallimento a causa della loro esposizione: decine sono i fornitori in attesa di completare gli ordini e di incassare il dovuto corrispettivo. In tutto si possono quantificare, ottimisticamente e prudentemente, circa 200 famiglie in gravi difficoltà economiche e quindi, di isolamento”. Il Gruppo Serramarina è costituito dalla Società agricola Serramarina, dal Complesso turistico Serramarina e dal Consorzio Serramarina Ambiente Sviluppo e Territorio, tutti titolari di un grande e complesso progetto che prevede, tra le varie attività, la realizzazione di un’azienda agro-biologica, di una struttura ricettiva di alto pregio, di un programma di conservazione del patrimonio architettonico rappresentato dall’Abbazia San Salvatore (risalente all’anno 1065) e di un centro di ricerca e di formazione medica di eccellenza nel campo della cardiologia e della gastroenterologia. Una serie di difficoltà – legate anche ad eventi calamitosi, come le esondazioni del fiume Bradano che hanno provocato danni per decine di milioni di euro cancellando circa 20 ettari di frutteti, agrumeti e relativi impianti di irrigazione – hanno costretto il gruppo a trattative estenuanti con gli istituti di credito, che nel corso degli anni hanno creato una situazione di stallo, bloccando di fatto ogni canale finanziario e di credito. La situazione è peggiorata ulteriormente quando alla fine dello scorso mese di novembre Unicredit ha comunicato la risoluzione di un accordo di ristrutturazione omologato dal Tribunale di Matera. “Questo – evidenzia il Gruppo Serramarina – comporterebbe la restituzione al Mise di quanto incassato dalle società e dal consorzio per un importo pari a circa 6 milioni di euro più gli interessi e la definitiva perdita della contribuzione statale prevista dal Cdp Addendum con depauperamento del patrimonio immobiliare”.

“Anche solo un ulteriore ritardo – sottolinea il gruppo – vedrà, inevitabilmente, spegnersi di fatto un progetto di sviluppo in piena armonia con le caratteristiche e le richieste sociali, economiche, culturali ed ambientali del territorio lucano ed in particolare della provincia di Matera. Le conseguenze sarebbero a dir poco disastrose proprio a cavallo dell’evento Matera Capitale Europea della Cultura 2019”.

“ Per questi motivi- conclude l’assessore-   ho scritto al Ministro Di Maio chiedendo  di convocare quanto prima un tavolo di crisi nazionale, con la presenza dell’istituto bancario coinvolto (Unicredit Banca), della Regione Basilicata e di quanti possano contribuire alla individuazione di soluzioni utili a dirimere la complessa vicenda.”

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