Si è tenuta  a Viggiano, sul piazzale antistante il Centro Oli, la manifestazione organizzata da “governiamo il Cambiamento” e “STOPd”, unitamente ad altre sigle di movimenti civici come “Destra Lucana”, “NO TRIV Mediterranea” e “L’Altra Basilicata”.

Al microfono si sono alternati i rappresentati dei vari movimenti davanti ad una platea di 60 persone. Ha moderato l’incontro Leonardo Giordano, responsabile materano di “Governiamo il Cambiamento”. La serie di interventi è stata aperta da Antonio Tisci, coordinatore regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità che ha sostenuto l’importanza di rinegoziare condizioni e royalties sul petrolio per poter tutelare l’ambiente e intervenire sulla fatiscente dotazione infrastrutturale della regione. Ha fatto seguito l’intervento di Rocco Tauro per “Destra Lucana” che ha ripercorso le tappe fondamentali della questione petrolio e dimostrato come esse abbia disatteso tutte le aspettative e le promesse fatte balenare agli inizi degli anni ’90. Ci sono stati poi gli interventi di Mariolina a che ha sottolineato come il futuro della regione dipenda dalla soluzione di questo problema. E’ intervenuta Maria Di Lascio di “L’Altra Basilicata” sostenendo la necessità di unire su una piattaforma comune tutti i movimenti civici che dissentono sul modo di gestire il problema sino ad ora.

Lucia Pangaro ha ribadito la necessità di dar maturare, al di là delle posizioni ideologiche, un’unità sostanziale per dare una svolta alla regione a partire dal problema petrolio. Sono intervenuti per “STOPd” Francesco Osnato e Antonio Florio i quali hanno dichiarato la disponibilità del loro movimento a collaborare sul tema petrolio per realizzare un fronte unito di tutti i movimenti civici. Inoltrte è interventuo l’ingegnere Antonio Alberti ad illustrare i particolari tecnici e scientifici della incompatibilità tra tutela della salute e dell’ambiente e il modo in cui si sta estraendo il petrolio in alta val d’Agri. Ha espresso l’opinione di creare un fondo di accantonamento di un euro a barile per avere la fonte finanziaria che dovrà servire un domani a bonificare l’area.

Ha concluso i lavori Leonardo Giordano che ha denunciato l’omertà e il silenzio che caratterizza la classe dirigente lucana sulla necessità di rinegoziare condizioni e patti sulle estrazioni e di assicurare misure di salvaguardia dell’ambiente a monte della contrattazione e a valle, come per esempio le polizze fideiussorie per eventuali sversamenti e danni, le garanzie per un serio piano di bonifica del sito a chiusura delle attività. <<Finora nulla è stato realizzato di quanto era stato promesso se avessimo consentito le estrazioni. Bisogna cambiare pagine se si vuole riservare un futuro (peraltro già abbastanza compromesso come dimostra lo spopolamento) ai nostri giovani.>>

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