A Taranto ” Personaggi di Taranto”

E’, quello che si presenterà domani, GIOVEDÌ 6 Dicembre alle ore 18.00, presso la sede di Via Veneto 106/A, il terz’ultimo appuntamento del ventottesimo anno di attività dell’associazione culturale tarantina.

L’incontro fa parte della cartella “Personaggi di Taranto” con il titolo di “ Domenico Semeraro, un amico di Presenza Lucana”.

Saranno presenti a quest’omaggio rivolto all’amico Domenico Semeraro, due attori che hanno lavorato con lui nella compagnia “Gli Umili”, Antonio Scognamiglio e Giuseppe Tisei.

Cataldo Sferra poeta e scrittore tarantino leggerà liriche di Domenico tratte dal testo poetico Miskulanza Tarandine.

Parlerà sul tema, ricordando il poeta, un amico di Taranto: Antonio Fornaro.

Parteciperanno alla serata i figli del poeta Donatella e Martino Semeraro.

Il dialetto è la lingua parlata dai nostri padri e come tale va riproposta poiché legata ad essa c’è una cultura millenaria che deve essere salvaguardata.

Con il passare del tempo e con un cambio generazionale, sono sempre di meno i cittadini che parlano e ricordano la lingua in cui si esprimevano i loro genitori.

Semeraro è stato un tarantino verace che è riuscito a cantare la sua città, la storia e le tradizioni in un modo semplice e lineare, senza orpelli. E’ degno di lode il suo cercare nell’archivio dei ricordi tanti lemmi che, poco per volta, sono stati cancellati dal linguaggio dialettale comune. Molti vocaboli sono inseriti nelle sue poesie per ricreare stili dialettali antichi.

Per scrivere in vernacolo occorre pensare nello stesso modo e oggi sono sempre di meno quelli che lo possono fare. La generazione degli anni quaranta, forse è l’ultima agganciata a un passato lontano, in grado di parlare in dialetto; dopo, i ricordi non prendono più forma sono come la sabbia che, stretta tra le mani, sfugge.

Domenico Semeraro, autore di poesie, e testi teatrali, con la pubblicazione di “Misckulanza tarandine” lascia a tutti noi una testimonianza chiara del passaggio del tempo che tende a cancellare linguaggi e tradizioni; la sua voce si aggiunge alle tante altre che hanno cantato e continuano a farlo la tarantinità, nelle sue molteplici forme.

Domenico è stato un poeta, un amico fedele che ha amato la sua città ed ha lasciato, nelle molte serate trascorse a Presenza Lucana, di solito con lo studioso Antonio Fornaro, un ricordo indelebile.

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