Presentato progetto Presidio 3.0 anticaporalato

“La Caritas Italiana ha presentato a Roma il progetto “Presidio 3.0 anticaporalato. Dal 2015 Caritas, con le Diocesi, organizza interventi di contrasto al caporalato nelle aere dove sono presenti “ghetti” e siti fatiscenti che ospitano, in condizioni degradate e di sfruttamento della forza lavoro migrante e della tratta di giovani donne, circa 18.000 persone solo in cinque Regioni del Sud mentre i lavoratori sotto caporalato, nella stessa area superano le 200mila su un totale di 400mila in Italia. Per un fatturato nel comparto italiano di 5 miliardi di euro”. Ne dà notizia Pietro Simonetti (Coordinamento Politiche Migranti della Regione Basilicata).

“Alla presenza del Direttore della Caritas Italiano Francesco Soddu, – ha aggiunto Simonetti – il Responsabile ufficio Immigrazione Oliviero Forti ha indicato il percorso del progetto negli ultimi quattro anni, gli esiti importanti e le innovazioni da introdurre in questa fase dove il “percepito in materia di migranti sostituisce la realtà”. I fatti: in quattro anni, nelle aree di intervento sono state assistite 5000 migranti, oltre 2000 per assistenza sanitaria mentre sono state assicurati gli interventi di assistenza legale, sociale per la tutela delle persone. Dopo l’intervento di Caterina Boca, di Caritas nazionale, che ha segnalato le caratteristiche, anche innovative, di Presidio 3.0 che si dispiegherà nell’ambito delle nuove normative per tutelare i migranti esposti anche a nuovi vincoli di esclusione, è stata illustrata l’esperienza della Regione Basilicata sul versante dell’accoglienza e della lotta al caporalato come esempio di buona pratica nazionale”.

“Abbiamo raccontato dell’esperienza che dura da cinque anni nell’area del Bradano:5000 migranti assunti regolarmente, 2500 ospitati – ha proseguito – nei centri di Venosa e Palazzo, eliminazione del ghetto di Boreano e lo svuotamento nel 2018 do quello di Mulini/Mattinele. Tutto questo a seguito dell’accordo con i datori di lavoro per assumere solo i migranti ospitati nel centro Cri di Palazzo, l’apertura è stata fortemente richiesta dalle imprese, dove sono stati ospitati per la campagna di raccolta pomodoro, ulive e uva 2018 oltre 350 migranti. Il servizi sono stati assicurati dal Centro Impiego di Lavello, presente con uno sportello nel campo con l’assunzione regolare di 1150 migranti nell’area e dalla Cri con il trasporto con navetta verso i campi e il centro di 400 migranti l’assistenza sanitaria e stata assicura per 62 giorni, durata della campagna pomodoro, olive e uva, dall’Asp.

L’esito positivo di queste iniziative, decise negli ultimi anni dal tavolo anticaporalto della Prefettura di Potenza, composto dalle parti sociali e dalle altre rappresentanze istituzionali, è dovuto anche alla decisa azione dell’assessore dell’assessore Luca Braia”.

“Abbiamo inoltre, prima delle conclusioni di Manuela De Marcodi Caritas, che ha riassunto le prossime iniziative e sottolineato, l’impegno degli operatori, abbiamo illustrato i progetti SU. PRE.ME e Pon Legalità, finanziati dalla UE, per circa 44milioni di euro per l’eliminazione entro il 2020 dei “ghetti” nel Sud dove vengono schiavizzati dal caporali e dalla criminalità organizzata oltre 18.000 persone e altri progetti di inclusione per migranti e lavoratori agricoli di Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che hanno stretto un patto per la legalità e la dignità del lavoro in stretta collaborazione con Caritas e tante altre organizzazioni le parti sociali e del Volontariato oltre alle Istituzioni loc

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