La scuola di San Fele con il Comitato Provinciale Unicef di Potenza educa alla gentilezza

I piccoli della scuola dell’infanzia di San Fele con Mario Coviello giocano con la pigotta dell’Unicef

“Non perdiamoci di vista” per un ascolto attivo e una relazione autentica

Filomena Muccia, la docente coordinatrice della scuola dell’infanzia di San Fele, con le insegnanti Gisella Camerino,Maria Carmela Marmora e Silvia Cibellis, mi ha invitato, in qualità di presidente del Comitato provinciale Unicef di Potenza,lunedì 26 novembre a pranzare con i piccoli per cominciare “Non perdiamoci di vista”, la proposta educativa che l’Unicef ha avviato quest’anno in tutte le scuole d’Italia.

Tutti i bambini hanno diritto in famiglia e a scuola a vivere relazioni autentiche, devono essere ascoltati in maniera attiva, senza pregiudizi, per imparare a gestire le loro emozioni e crescere in modo equilibrato.

San Fele, famoso in tutta Italia per le sue cascate, e un piccolo gioiello immerso nei boschi con cibo buono e aria pulita e mi piace valorizzare con l’Unicef le scuole di queste realtà che hanno saputo conservare una meravigliosa dimensione umana.

Mentre i piccoli si lavano le mani, nell’aria si espande il profumo buono di pasta e lenticchie. Fabio il cuoco ci aspetta in una sala mensa colorata e accogliente che la bidella Donatina Gregorio ha preparato con cura.

Si accomodano in silenzio e mangiano quasi tutti anche le lenticchie,in maniera ordinata, senza capricci. Con le maestre parlo del laboratorio da avviare e arriva anche la professoressa Sabrina Fezzuoglio che coordina il progetto con l’insegnante di scuola primaria Maddalena Girardi per tutti gli alunni di San Fele.

Mangiati i sofficini, le carote e la mela è tempo di conoscere, seduti in cerchio, la pigotta, la bambola di pezza dell’Unicef che, adottata da persone generose, salva la vita dei bambini più poveri con i kit salvavita(vaccinazioni e vitamine).

Diamo un nome alla pigotta e con lei prendiamo l’areo con l’aiuto di un grande cartellone colorato, per andare in Africa. E arriva subito dopo il momento delle “coccole”. Con l’aiuto di un libro illustrato parliamo delle paure con i piccoli e chiediamo come le vincono.

Alle quindici mi aspettano alla sede centrale e devo scappare. Saluto i bambini e le loro maestre che si sono impegnate a creare cinque pigotte con l’aiuto di mamme e nonne che verranno a scuola.

Nel cerchio per raccontarsi

Nel salone della scuola, che si trova all’inizio del paese, dispongo le sedie in cerchio e respiro un qualche imbarazzo nelle mamme, nelle insegnanti e nell’unico papà quando invito tutti a sedersi. Con Maddalena e Sabrina sono con noi le docenti Fausta Petruzzelli, Tina Zappacosta,Gerardina Petrino, Gerardina Tronnolone e Carmen Graziano.

Chiedo a tutti di raccontarsi,tenendoci per mano, guardandoci negli occhi, senza interrompere e senza “pregiudizi”. Comincio io. Piano piano una certa ansia si dilegua,tutti, quando viene il loro turno,parlano della famiglia, dei figli, del lavoro, delle passioni e delle loro sofferenze.

Il cerchio mi aiuta a spiegare che “ Non perdiamoci di vista” assicura il rispetto dei diritti fondamentali del bambino perchè educa l’intelligenza emotiva di ciascuno e aiuta a prevenire l’aggressività, il bullismo e il cyberbullismo.

Il libro delle coccole

Con l’aiuto di video e slides illustro il progetto e chiedo al papà e alle mamme di lavorare con gli insegnanti per educare al rispetto di ciascuno e all’uso consapevole e corretto di internet e dei cellulari.

Ci diamo appuntamento per la fine di gennaio per verificare i progressi compiuti e presentare la guida all’uso consapevole di internet che l’Unicef ha predisposto. Con Maria Montessori lascio i genitori con questo suo consiglio “ Ascolta sempre attentamente tuo figlio. Rispondigli quando ti fa domande o commenta qualcosa.”

Bella 27.11.2018

Mario Coviello

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