Matera:Giornata contro la violenza sulle donne, un drappo rosso sul palazzo comunale: entro dicembre una casa rifugio per le vittime

Il Comune di Matera partecipa alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne aderendo alla campagna lanciata dalla Commissione regionale Pari opportunità e dalla Consigliera di Parità dal tema “comune intento, Comune attento”.

Da oggi un drappo di colore rosso sventola sul tetto del Palazzo di Città per sensibilizzare i cittadini sul dramma della violenza di genere e sulle iniziative di contrasto che devono essere messe in campo per arginare il fenomeno che purtroppo è sempre più diffuso.

“L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Marilena Antonicelli – ha aderito con convinzione all’iniziativa perché ritiene prioritaria l’informazione e la sensibilizzazione della comunità su un problema che vive momenti di drammatica intensità in questi ultimi anni. La violenza di genere si combatte con la cultura, con l’istruzione e con l’esempio. In questo senso le Istituzioni devono fare la loro parte per arginare un fenomeno che non può essere solo represso ma che va combattuto educando i giovani al rispetto delle persone”.

Per offrire sostegno alle persone che subiscono soprusi, il Comune ha attivato nel 2015 lo sportello di ascolto per le donne vittime di violenza di genere e di stalking. Attualmente il servizio è disponibile h24 attraverso il numero verde 800 134964 a cui rispondono gli assistenti sociali del dipartimento politiche sociali.

“Entro la fine dell’anno – sottolinea l’assessore Antonicelli – la città si doterà nuovamente di uno sportello di prima accoglienza, dedicato all’ascolto, e di una casa rifugio. Il progetto su cui stiamo lavorando da tempo ha lo scopo di realizzare una struttura residenziale ad indirizzo secretato e a carattere comunitario che offrirà accoglienza e ospitalità alle donne, con o senza figli, vittime di violenza di genere prive di riferimenti parentali o amicali in grado di garantire tutela e protezione per sé stesse e per i propri figli. Si tratterà – conclude Antonicelli – di un luogo protetto in cui intraprendere un percorso di allontanamento emotivo e materiale dalla relazione violenta e ricostruire con serenità la propria autonomia e vita privata con il supporto di operatrici specializzate”.

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