Immigrazione e maternità, presentato in Vaticano il libro Antikka

È stato presentato nei giorni scorsi, nella sala Marconi di Radio Vaticana, il libro “Antikka” pubblicato dalla casa editrice lucana Edigrafema e incentrato su storie di donne immigrate alle prese con la gravidanza. Diversi gli spunti emersi nel corso dell’evento, moderato dalla giornalista di VaticanNews Maria Dulce Araujo Évora, a cui hanno preso parte, oltre all’autrice Antonella Ferraiolo, il sottosegretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, Gabriella Gambino, il presidente dell’associazione O Viveiro-Onlus e già sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, Flaminia Giovanelli, e l’editrice di Edigrafema, Antonella Santarcangelo.
L’autrice ha ripercorso gli incontri con le tante donne immigrate giunte nell’ospedale genovese dove svolge la professione di ginecologa, raccontando il lungo lavoro compiuto per conquistare la loro fiducia e iniziare così a condividere il viaggio attraverso la scrittura.
Gambino ha definito il volume un dono prezioso che ci fa entrare nell’essenza della maternità. “Queste donne migranti rielaborano tutta questa sofferenza facendosi testimoni della maternità nel senso più autentico”, ha evidenziato il sottosegretario del Dicastero per i laici, “l’identità materna che vien fuori da questa storie individuali è generatrice di vita. Sono donne disposte a difendere il proprio figlio contro tutto e contro tutti e spesso hanno rifiutato l’offerta dell’aborto”.
Giovanelli ha portato l’esperienza sul campo dell’associazione O Viveiro, impegnata nella promozione umana e sociale in Africa e nel sostegno di donne e bambini nei percorsi educativi e formativi.
“Quello con Antikka – ha detto l’editrice di Edigrafema – è stato un incontro straordinario che mi ha guidata all’osservazione di realtà e dinamiche molto diverse dalle nostre. Spesso viaggiando tanto crediamo di non avere limiti nelle nostre visioni, in realtà abbiamo confini talvolta ristretti, chiusi in queste nostre esistenze. Credo sia lo sguardo “oltre” il primo passo per poter poi parlare di migranti, accoglienza, frontiere. Questo libro – ha aggiunto Antonella Santarcangelo – vuole lasciare a ciascun lettore la responsabilità di guardare chi ci sta accanto con mente e cuore aperti, evitando il ricorso a populismi e soluzioni fin troppo semplici per questioni estremamente complesse. In tutte le carte costituzionali andrebbe sancito il ‘diritto a non emigrare’ di cui parlava papa Ratzinger, il diritto a poter vivere dignitosamente la vita nel luogo dove affondano le proprie radici culturali”.

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