Aree protette: la Basilicata si arricchisce di due nuovi siti Natura 2000

Dopo la designazione di 55 Aree protette speciali e l’Istituzione del Parco Naturale Regionale del Vulture,prosegue con successo sul territorio regionale il percorso di attuazione delle Direttive comunitarie Habitat (92/43/CE) e Uccelli (147/2009/CE) con l’ampliamento della Rete dei siti Natura 2000.

Sono stati proposti dalla Giunta Regionale alla Commissione Europea due nuove Aree protette “Natura 2000”  (SIC/ZPS) – Gole del Platano e Monte Misegna – Torrente di Mella – caratterizzati da elementi di particolare pregio naturalistico in termini di habitat e specie nonché da elementi di notevole suggestione paesaggistica. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente e Energia Francesco Pietrantuono.

Il sito Gole del Platano (1383 ha) è ubicato nella parte nord-occidentale della Regione a confine con la Campania, ricade nel bacino idrografico del fiume Sele e nei territori amministrativi di Baragiano, Bella, Balvano, Muro Lucano e Vietri di Potenza.

 Il torrente Platano scorre incassato tra pareti rocciose a sviluppo verticale a di un canyon connotato da un carattere particolarmente selvaggio, che si accentua man mano che si scende lungo il torrente così come il grado di naturalità delle formazioni individuate. Tutto ciò rende il sito particolarmente interessante dal punto di vista conservazionistico ma anche attraente e suggestivo per una fruizione sostenibile ed esperta. Ricco è inoltre il contingente faunistico con particolare riferimento all’avifauna.

Il sito Monte Misegna – Torrente di Mella (1565 ha) ricade invece nei territori amministrativi di Stigliano e S. Mauro Forte in provincia di Matera.

L’area individuata costituisce un importante corridoio ecologico che connette grandi complessi boschivi delle foreste delle aree collinari e montane interne del Materano (Bosco di Montepiano – Foresta Gallipoli Cognato) con gli ambienti calanchivi dell’arco jonico. Il sito presenta un elevato grado di naturalità e riveste un’importanza strategica, per la conservazione e l’espansione naturale di alcune specie faunistiche segnatamente rare (sia tra i mammiferi che tra gli uccelli) e per la colonizzazione di aree geografiche nuove per alcune specie vulnerabili e minacciate.

In entrambi si tratta di ambienti che presentano un elevatissimo interesse di tipo naturalistico, che sono sostanzialmente indisturbati dalle attività dell’uomo e non si prestano ad usi alternativi che possano innescare conflitti gli obiettivi di preservazione.

E’ opportuno ricordare che, grazie al lavoro dell’Ufficio Parchi, biodiversità e tutela della natura, sono state lucane le prime 20 ZSC designate dal Ministero dell’Ambiente per la regione biogeografica mediterranea, che il Dipartimento Ambiente ha costruito un sistema di governance di questa rete di siti attraverso la programmazione delle risorse comunitarie (Prioritized Action Framework) e con il Programma INNGREENPAF sta attivando, insieme agli Enti Gestori delle ZSC, progetti che danno concreta attuazione alle azioni e misure ritenute prioritarie per la conservazione di questo ricchissimo patrimonio naturalistico.

Nel caso dei nuovi siti proposti, a partire dalla esperienza maturata, è stata attivata una sorta di “concertazione ex ante” con le Amministrazioni interessate per rendere informati e consapevoli gli amministratori locali sulle opportunità e sulle limitazioni previste dalla norme vigenti, al fine di  includere nei siti solo territori con elevata valenza naturalistica e con scarsa vocazione per usi alternativi conflittuali con gli obiettivi di conservazione.

Ulteriori quattro siti (SIC/ZPS) saranno proposti a breve con l’obiettivo di potenziare una infrastruttura ambientale che connetta ambiti territoriali ad elevata naturalità, ed aumentare le connessioni tra i territori più fragili e gli ecosistemi più rari, efficace strumento per la conservazione della biodiversità regionale nel suo complesso.

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