Congresso Cgil Matera, Nicoletti eletto segretario

Si è svolto all’Hotel del Campo di Matera, alla presenza del segretario generale Cgil Basilicata Angelo summa, il nono congresso provinciale Cgil Matera che ha eletto segretario generale Eustachio Nicoletti. Il congresso ha aperto con un inaspettato spettacolo di un gruppo di richiedenti asilo della città di Matera sulle storie di chi arriva in Italia sfuggendo alla povertà, alle persecuzioni, alle guerre. Un modo per esprimere la propria solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano e mandare un messaggio di solidarietà e accoglienza.

Al centro della relazione di Nicoletti, la sfida di Matera 2019. “L’economia regionale – ha detto Nicoletti – si muove da tempo sul filo del rasoio non solo dal punto di vista dei dati, con 188mila occupati nel 2017, 6000 in meno rispetto alla pre-crisi nel 2008, ma anche nella costruzione, insieme al resto del Mezzogiorno, di una sua visione strategica di sviluppo complessivo. In questo contesto si muove il rapporto tra cultura, lavoro e sviluppo, specialmente nel territorio materano che va rilanciato attraverso l’utilizzo della grande opportunità di Matera capitale europea della cultura 2019.

Come Cgil abbiamo fatto presente con senso di responsabilità che servivano strategie in grado di focalizzare l’obiettivo fondamentale sulla città di Matera, per rispondere alle aspettative nazionali ed internazionali, per trainare virtuosamente tutta la Basilicata e il sud in un processo di valorizzazione dell’intero territorio. La cultura infatti, genera ricchezza se allargata a tutta la filiera della cultura, ossia a settori correlati come il turismo, il commercio, i trasporti, le attività immobiliari, il marketing e pubblicistica, il valore aggiunto prodotto dalla cultura vola.

Diverse le proposte del sindacato – ha continuato – dal protocollo di legalità quale strumento pattizio tra le istituzioni e le associazioni datoriali e sindacali per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche al protocollo d’intesa sugli appalti per migliorare la qualità delle opere e dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti collettivi nazionali del lavoro. E il piano dei trasporti e della mobilità urbana, per programmare gli interventi e adeguare l’organizzazione alle incombenze aggiuntive legate alla presenza del notevole afflusso turistico.

Oggi – ha affermato Nicoletti – a meno di 90 giorni dal 19 gennaio 2019, giorno dell’inaugurazione, la nostra attenzione principale non è rivolta al 2019 ma a quello che succederà dal 1 gennaio 2020, quando si spegneranno i riflettori sulla città, sulla sua provincia e su tutta la Basilicata. La gestione miope e autoreferenziale della classe dirigente ha nei fatti ormai escluso la possibilità di dotare il territorio della città, la sua provincia e la Basilicata, delle infrastrutture materiali e immateriali quali prerequisiti fondamentali per una crescita e uno sviluppo socio-economico strutturato.

È paradossale che nel breve periodo non si riesca a mettere adeguatamente in collegamento Matera con la stazione centrale di Bari e con gli aeroporti di Bari e di Brindisi in attesa della realizzazione di progetti più importanti per far uscire definitivamente la città dall’isolamento. In tal senso, sul collegamento ferroviario – Ferrandina – Matera bisogna eliminare ogni equivoco. Siamo convinti che si debbano risolvere definitivamente i ritardi dei collegamenti ferroviari che permetteranno a questo territorio di allacciarsi alle direttrici veloci adriatica e tirrenica.

Per questo il Ministro per il Sud Lezzi, oltre a venire a controllare i lavori di alcune infrastrutture, dovrebbe impegnarsi per chiudere l’anello ferroviario tirreno (Salerno – Potenza) e adriatico (Ferrandina – Matera – Gioia del colle), quale spina dorsale ferrata della Basilicata, e delle aree industriali materane, sia in direzione Bari che di Taranto. Dovrebbe intervenire anche per accelerare l’iter procedurale e formale per l’istituzione della zona economica speciale (Zes) jonica interregionale di cui, dopo l’invio del piano strategico alla presidenza del consiglio dei ministri, al ministero per il sud, al ministero dell’economia e delle finanze e al ministero dei trasporti, non si hanno più notizie.

Non di minore importanza – ha concluso Nicoletti – appaiono le infrastrutture digitali che rappresentano vere e proprie autostrade per lo sviluppo produttivo in grado di rivoluzionare un territorio. È necessario che la sperimentazione della nuova tecnologia del 5G promossa dal Mise e aggiudicata dal consorzio Tim, Fastweb e Huawei, investendo oltre 60 milioni di euro in 4 anni, si traduca una opportunità strutturata realizzando un vero e proprio laboratorio della tecnologia mobile di ultima generazione e sfruttando le potenzialità per accelerare lo sviluppo dei servizi innovativi necessari al rilancio dell’economia del nostro Paese”.

Ha detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa: “La Basilicata ha grandi potenzialità sostenute dalla sua collocazione geografica: abbiamo i mari, Il Tirreno e lo ionio, abbiamo una rilevante presenza industriale su cui possiamo migliorare la nostra situazione. Allo stesso tempo, però, deve fare i conti da un lato con il suo storico isolamento, aggravato dall’invecchiamento delle opere, dall’altro con la tendenza alla disgregazione che spinge le zone economicamente forti del territorio ad aggregarsi ai distretti di altre regioni. La Basilicata dovrà ripensare il suo spazio e mettere in campo ogni sforzo per contrastare questo fenomeno, tanto più se si pensa alla straordinaria sfida lanciata con Matera 2019. Sfida che va colta e riallocata in una più ampia trama di relazioni regionali ed extraregionali, senza che ciò implichi un ulteriore distacco tra aree forti e aree deboli ma, al contrario, favorisca processi di avvicinamento e integrazione delle periferie”.

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