Fp Cgil e Filcams: “Bene risoluzione contratto Fora spa”

“Anche se tardivo, ben venga il “ravvedimento” dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza che comunica di aver avviato la procedura di risoluzione contrattuale con la ditta FORA spa per il servizio di radioterapia”. Così Giuliana Scarano e Michele Sannazzaro, rispettivamente Segretario generale della Fp Cgil Potenza   e   Segretario generale della Filcams Cgil Potenza.
“Finalmente anche il San Carlo, dopo l’apertura di un’inchiesta giudiziario e la nostra denuncia, si accorge che l’acceleratore lineare acquistato per la radioterapia non risponde alle caratteristiche richieste dal capitolato tecnico: non è una apparecchiatura di ultima generazione, non è nuovo di fabbrica, ma a quanto pare si tratta di un macchinario precedentemente installato altrove e poi rigenerato per la consegna alla nostra azienda ospedaliera. Una circostanza che si commenta da sé.
Senza voler rimarcare ancora la grave perdita di credibilità della sanità lucana dopo l’ennesimo scandalo che l’attraversa, chiediamo alla Regione di farsi parte attiva nel garantire il diritto alla salute dei lucani rimovendo tutte le situazioni che ne minano l’esigibilità, vigilando che le attività vengano svolte nel rispetto degli standard ma soprattutto nel rispetto dei diritti dei lavoratori, la cui dignità è stata già ampiamente calpestata negli ultimi giorni dalle farneticanti e deplorevoli esternazioni del responsabile della centrale  operativa degli screening oncologici per  FORA spa e dalle successive  minacce volte a mettere a tacere le giuste e coraggiose denunce dei lavoratori.
E su questo siamo ancora in attesa di conoscere i provvedimenti adottati nei confronti del suddetto responsabile per rimuovere una insostenibile incompatibilità ambientale in quel luogo di lavoro.
È evidente che qualsiasi processo di internalizzazione delle attività in questione dovrà essere fatto assumendo quale priorità la salvaguardia di tutti i lavoratori e le lavoratrici impegnati in questi servizi a garanzia degli attuali livelli occupazionali e di una condizione lavorativa dignitosa e certa sul piano dei diritti”.

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