Coordinamento Uil-Uilm Viggiano su contrattazione unica e Opt

“Ieri, martedì 16 ottobre, presso il Centro Sociale di Villa D’Agri si è tenuto il Coordinamento Generale della UIL-UILM relativamente all’area Industriale del Centro Oli di Viggiano. Direttivo necessario – si legge in una nota del sindacato di categoria –  per discutere della situazione industriale a livello generale e soprattutto per analizzare la situazione relativa l’andamento della trattativa circa la Contrattazione Unica dei lavoratori dell’Indotto Eni, che ancora oggi definiamo in una fase di partenza visto che si è appena iniziato a discutere di uno dei temi fondamentali rappresentati dalla Sorveglianza Sanitaria.
A tal proposito – prosegue la Uil-Uilm –  è necessario fare rete, fare sintesi circa la tematica sanitaria relativa al territorio della Val D’Agri, in quanto i percorsi e le iniziative anche a carattere regionale possono essere elementi importanti per rendere esigibile un protocollo sanitario armonizzato per tutti i lavoratori dell’Indotto Eni, che venga esteso a tutti i lavoratori delle aziende della zona Industriale Viggiano/Grumento, fondamentale nell’ottica del paradigma prevenzione=vita che è il bene supremo da salvaguardare e tutelare per tutti i lavoratori. È necessario estendere dunque il protocollo sanitario dell’Eni che risponde nel modo migliore ed efficace alla Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori; per fare ciò è necessario in tempi brevi che si possa addivenire ad un accordo, trovare una sintesi dei vari percorsi anche sindacali messi in campo, perché ciò che è necessario evitare è che la stessa possa diventare un luogo comune, svuotato di contenuto e di valore.
Anche in questo il Coordinamento della UIL-UILM di Viggiano crede che sia necessario rilanciare e rivalorizzare il progetto MCPO che non rappresenta soltanto l’elargizione delle famose 1000 euro lorde, che diventano nette 481 euro a lavoratore, ma deve rappresentare invece il rilancio dell’interazione tra lavoratore e Centro Oli di Viggiano in tutte le sue specifiche, a partire dalla migliore qualità dei propri ambienti di lavoro, dei DPI, della sicurezza, della formazione e riqualificazione professionale che sono fondamentali non solo per il presente ma soprattutto per costruire il futuro dell’area industriale di Viggiano.
Si è semplicemente miopi se si considera l’Osservatorio Paritetico Territoriale della Val D’Agri (OPT) un semplice erogatore di 481 euro nette, invece le finalità di questo progetto risiedono e sono l’impronta necessaria per rendere il lavoratore davvero protagonista di un sistema produttivo industriale, non semplice, ma che necessariamente deve rappresentare una risposta seria, concreta al territorio e al tessuto sociale della Val D’Agri.
L’allocuzione di almeno 1.100.000 euro, elemento economico fondante del progetto MCPO, non deve sfuggire a nessuno perché quell’ “almeno” rappresenta e deve rappresentare la rivalorizzazione di tale progetto sia in ambito di Sorveglianza Sanitaria ma anche di formazione, elementi necessari e indispensabili a prescindere dal Dio Denaro.
Servono risposte urgenti, è necessario che tutti gli attori relativamente alla Contrattazione Unica, al Progetto MCPO, facciano la propria parte perché sarà davvero un guaio qualora ci accorgessimo che le trattative e le discussioni che si stanno sviluppando nei diversi tavoli confindustriali e anche regionali siano solo un prendere tempo, in funzione non solo delle prossime elezioni regionali, ma soprattutto quel prendere tempo significherebbe la beffa finale che ovviamente sarà valutata per quello che è. Come Organizzazione Sindacale metteremo in campo tutto ciò che è necessario, compresa la pazienza, affinché si possa giungere in tempi congrui ad un accordo collettivo che preveda una maggiore trasparenza nei cambi di appalto, evitare il dumping contrattuale attraverso l’individuazione del settore merceologico delle attività inerenti al Centro oli di Viggiano e quindi il relativo Contratto Nazionale di riferimento e anche soprattutto valorizzare i lavoratori che sono gli artefici e i protagonisti delle estrazioni dell’oro nero, affinché gli stessi possano avere quelle giuste risposte economiche che sono non solo rivendicazioni sindacali, ma sono e devono essere inquadrate nella cosiddetta giustizia sociale; giustizia che non può prevedere lavoratori di serie A, B e C perché i lavoratori, anche se con diversi ruoli e professionalità, partecipano e lavorano TUTTI ad un obiettivo comune: l’estrazione dell’oro nero”.

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