Sedici anni di scavi della missione di Rennes Gli ultimi ritrovamenti sulla collina Incoronata

 Si è rinnovato per il sedicesimo anno consecutivo l’appuntamento con gli archeologi dell’Università di Rennes II, coordinati dal prof. Mario Denti, protagonisti di una tra le più appassionate campagne di scavo nel nostro territorio, precisamente sulla collina Incoronata, che stanno conseguendo risultati importantissimi. Sulla storia dell’Incoronata si sono già confrontati nel passato il Ridola, Valente, Lepore, Lenormant, Adamesteanu, Trendall, Orlandini, De Siena, Castoldi ed oggi Denti, che per il suo costante attaccamento e legame con la terra lucana è stato proclamato cittadino onorario di Pisticci. La collina, a sei da km Metaponto, è stata da sempre oggetto di uno stimolante dibattito circa le origini, la funzione, la storia, l’evoluzione e la fine. Il termine Incoronata è la traduzione di una peristephane bizantina, cioè di quella civiltà che ha dominato a lungo con i suoi toponimi di S. Basilio, S. Teodoro. Un lungo ed articolato pianoro, sulla sponda destra del Basento, al confine tra Siris Poleion e Metaponto, caratterizzato da rigide scarpate. Il suo accesso era regolato da due vie: un antico tratturo preistorico ed una angusta via di collegamento con alcuni piccoli siti più a sud, L’ambizioso progetto di scavo si inserisce nella più vasta ricerca sul mondo mediterraneo in epoca arcaica, per approfondire le importanti tematiche sui rapporti tra società e popolazioni diverse e tra vicino oriente ed occidente mediterraneo, dando luogo ad una koinè unica al mondo. Denti ha più volte ribadito che non esitono nessi tra Incoronata e Metaponto e che i greci erano ancora gruppi subalterni quando dominavano genti preelleniche, Enotri e Khones. Nelle ultime campagne sono stati rinvenut, tra l’altro, tracce di grandi terrazze monumentali, parte di area artigianale, materiale vario di tipo strutturale, pietre e ciotoli di pavimentazione dell’Età del Ferro, frammenti di recipienti indigeni per versamento del vino, testimonianze micenee. La campagna di scavi ogni anno si arricchisce di nuovi contributi importanti, una ricerca condotta con tenacia e passione per ricomporre il mosaico di un quadro abbastanza complesso. Sulla collina, in definitiva, non c’è nulla di greco. I risultati dell’ultima campagna di scavi, peraltro molto fruttuosa, sono stati presentati a Pisticci nei locali dell’auditorium della Parrocchia di S. Antonio, alla presenza di una numerosa e qualificata platea, particolarmente interessata alla storia antica del territorio. Nel 1980, la collina Incoronata fu sbancata con la distruzione di un grande emporio, un vero e proprio scempio, che distrusse un prezioso patrimonio storico. Ora da Mario Denti e dalla sua equipe è lecito attendersi la grande scoperta, per dare un volto ancora più preciso alla storia del territorio, che si arricchisce sempre di nuovi contributi. Suscitano interesse anche le ricerche di Coleman Carter, (Università di Austin): nel­ metapontino-pisticcese del VI-V. sec. A. C., la vita media per gli uomini era di circa 42 anni, 39 per le donne. La misu­razione delle ossa inoltre è stata determinante per conoscere la statura delle popolazioni. Nella Chora metapontina si soffriva di artrite, carie e soprattutto di osteoporosi sclerotica e thalassemia. Oltre metà della popolazione aveva denti cariati con totale carenza di norme di igiene orale e sottigliezza dello smalto, indice della cattiva nutrizione.

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Per lo studio delle patologie ha dato un importante contributo il laboratorio radiologico dei dottori Iula.

Giuseppe Coniglio

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